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Bonus Maroni e incentivo per restare in servizio: in quali casi vale?

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Bonus Maroni può essere applicato a chi a 62 anni ha maturato il diritto alla pensione anticipata ordinaria?

L’incentivo per restare in servizio destinato al pubblico impiego sta facendo discutere. Ma come funzionerebbe e quali lavoratori coinvolgerebbe se dovesse essere inserito definitivamente nella Legge di Bilancio 2023 e diventare operativo dal 1 gennaio? Rispondiamo ad un nostro lettore che ci scrive:

Egregia Dott.ssa Del Pidio, nel congratularmi innanzitutto con Lei per tutti i suoi preziosi articoli che seguo con molto interesse, volevo chiederLe, se la norma che stabilisce l’incentivo per chi rimanda la pensione anticipata, una volta raggiunti i requisiti(Bonus Maroni), trova applicazione, oltre a chi matura quota 103, anche nei confronti di chi nel 2023, a 62 anni, raggiunge il requisito per la pensione anticipata ordinaria( 42 anni e 10 mesi, in base alla legge Fornero),in base all’art. 53 del disegno di legge di bilancio 2023. In buona sostanza mi interesserebbe sapere se il cd. Bonus Maroni si rivolge solo e soltanto a chi raggiunge quota 103( 62 anni di età e 41 di contributi).

Bonus Maroni e incentivo per restare al lavoro

Ovviamente per poter intendere meglio come si intende attuare eventualmente questa misura è necessario attendere la sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e i relativi decreti attuativi.

In questa sede, però possiamo desumere come potrebbe essere il funzionamento. Pur avendo raggiunto i 42 anni e 1o mesi, lei ha raggiunto i requisiti di accesso alla quota 103: è in possesso dei 62 anni di età ed anche di almeno 41 anni di contributi. A mio avviso, a meno che non ci sia qualche postilla che impedisce l’accesso a chi ha maturato il diritto alla pensione anticipata ordinaria, anche in un caso come il suo è possibile fruire dell’incentivo per restare al lavoro.

L’unica cosa che mi fa riflettere è che una cosa del genere andrebbe a cozzare contro l’obbligo delle pubbliche amministrazioni di collocare a riposo d’ufficio a 65 anni i dipendenti che abbiano raggiunto i requisiti di pensionamento anticipato. E proprio per questo presumo che per i dipendenti pubblici con tale requisito raggiunto, per forza di cose, deve essere previsto qualcosa che permetta di cessare il servizio prima dei 67 anni.

In ogni caso queste che si stanno facendo, come le dicevo all’inizio, sono solo ipotesi che resteranno tali fino a quanto non avremo a disposizioni il testo di Legge e i relativi decreti attuativi.

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