Bonus docenti 500 euro. Come si rendicontano spese dell’a.s. 2016/17

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Come è noto, per il pregresso anno scolastico, con le relative proroghe, i docenti della scuola sono stati costretti ad una rendicontazione che ha richiesto una sottrazione importante del proprio tempo, ed inguaiato la vita anche delle segreterie scolastiche, per il bonus formazione.

Tra scontrini, fatture, copie ed originali, auto-dichiarazioni, vi è stato anche un consumo di carta notevole e semplicemente inutile.

Delle perplessità sorgono con l’introduzione del bonus spesa, che non è una vera e propria carta elettronica, ma altro, che viene generato nei modi ben noti, che hanno determinato diversi problemi, tanto che risultano tantissimi casi di mancata attivazione e non utilizzo.

Con i buoni spesa si possono comprare libri e testi, anche in formato digitale, pubblicazioni e riviste comunque utili all’aggiornamento professionale; hardware e software; si può effettuare l’ iscrizione a corsi per attività di aggiornamento e di qualificazione delle competenze professionali, svolti da enti accreditati presso il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca; iscrizione a corsi di laurea, di laurea magistrale, specialistica o a ciclo unico, inerenti al profilo professionale, ovvero a corsi post lauream o a master universitari inerenti al profilo professionale; si possono comprare titoli di accesso per rappresentazioni teatrali e cinematografiche; titoli per l’ingresso a musei, mostre ed eventi culturali e spettacoli dal vivo; si po’ partecipare ad iniziative coerenti con le attività individuate nell’ambito del piano triennale dell’offerta formativa delle scuole e del Piano nazionale di formazione, di cui articolo 1, comma 124, della legge n. 107 del 2015 (Buona Scuola).





Ed i destinatari sono i docenti di ruolo a tempo indeterminato delle Istituzioni scolastiche statali, sia a tempo pieno che a tempo parziale, compresi i docenti che sono in periodo di formazione e prova, i docenti dichiarati inidonei per motivi di salute di cui all’art. 514 del Dlgs.16/04/94, n.297, e successive modificazioni, i docenti in posizione di comando, distacco, fuori ruolo o altrimenti utilizzati, i docenti nelle scuole al l’estero, delle scuole militari.

Nell’area riservata dell’applicazione carta deldocente.istruzione.it si generano questi buoni di spesa per acquistare, esclusivamente presso gli esercenti o enti di formazione fisici e online aderenti all’iniziativa Carta del Docente. Cosa che ha danneggiato soprattutto i piccoli esercenti, e la piccola economia, che giorno dopo giorno viene divorata dalle grandi catene commerciali.

Per accedere si deve prestare il consenso per l’utilizzo dei dati personali. Tutti i dati personali forniti direttamente e/o acquisiti attraverso l’identità digitale [SPID] nell’ambito del servizio verranno trattati in modo lecito e secondo correttezza al solo fine di consentire all’utente di utilizzare il servizio. Il titolare del trattamento, inoltre sempre al solo fine di consentire all’utente la fruizione del servizio tratterà gli indirizzi IP utilizzati, gli indirizzi in notazione URI (Uniform Resource Identifier) delle risorse richieste, l’orario della richiesta ed altri parametri relativi al sistema operativo e all’ambiente informatico dell’utente e comunque è sempre possibile esercitare i diritti di opposizione in materia.

Per quanto concerne la rendicontazione il DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI del 28 novembre 2016 al comma 5 dell’articolo 9 afferma che l’applicazione web mette a disposizione la reportistica necessaria per la rendicontazione delle spese effettuate.

Questo significa che rispetto al passato non sarà più necessario produrre quella mole di documentazione come nota, ma, per quello che sembra emergere dall’utilizzo dell’applicazione basterebbe andare alla funzione il tuo portafoglio ed entrare nella sezione i buoni già spesi dove in via generica verrà indicato il prodotto acquistato, l’esercizio commerciale dove è stato comprato e l’importo speso.

Forse è il caso che qualche indicazione specifica venga fornita dal MIUR, proprio per evitare tutti i problemi ben noti che si sono già realizzati, per evitare che si possa arrivare alla fine dell’anno scolastico o del periodo di utilizzo del buono senza aver capito come dover rendicontare, o se l’applicazione sintetica della carta docente è idonea a soddisfare tutte le incombenze del caso o meno, anche perché i docenti, quelli che si son registrati, le spese le hanno già effettuate, o le stanno effettuando essendo convinti che con la stampa del bonus e l’utilizzo dell’applicazione non devono produrre altra documentazione per l’eventuale rendicontazione. Ed è quello che si spera.

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