Stipendio, bonus di 100 euro per chi ha lavorato a marzo scorso in piena pandemia. NOTA [PDF]

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100 euro netti da corrispondere ai titolari di redditi di lavoro dipendente che hanno lavorato a marzo scorso, in piena pandemia, con attività in presenza. Il bonus, con la nota. n. 484 del 9 gennaio 2021, spetta anche al personale scolastico.

Necessario, però, che il reddito da lavoro dell’anno precedente non sia superiore ai 40mila euro. Si precisa, inoltre, che il bonus non concorre alla formazione del reddito e viene calcolato rapportandolo al numero di giorni di lavoro svolti nella propria sede di servizio. Il premio viene dato al lavoratore che abbia svolto la propria attività lavorativa in presenza indipendentemente se in full time o part time.

NOTA [PDF]

Si legge nel Decreto Cura Italia

Ai titolari di redditi di lavoro dipendente di cui all’articolo 49, comma 1, lettera a), del testo unico delle imposte sui redditi approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, che possiedono un reddito complessivo di importo non superiore a 40.000 euro spetta un premio, per il mese di marzo 2020, che non concorre alla formazione del reddito, pari a 100 euro da rapportare al numero di giorni di lavoro svolti nella propria sede di lavoro nel predetto mese.

Calcolo del premio

Il calcolo delle risorse finanziarie da destinare ai dipendenti beneficiari del premio in esame avviene coerentemente con la ratio della norma, che riconosce un incentivo a coloro che hanno prestato servizio in presenza nel periodo di massima allerta per l’emergenza epidemiologica SARS-COVID2 (cfr. marzo 2020).

In sostanza, il premio non spetta per i giorni in cui il lavoratore non ha svolto la propria attività lavorativa presso la sede di lavoro, in quanto ha espletato l’attività lavorativa in telelavoro o in smart working, ovvero è stato assente per ulteriori motivazioni (ferie, malattia, permessi retribuiti o non retribuiti, congedi, ecc.).

Pertanto, coerentemente con i chiarimenti forniti dall’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 18/E del 9 aprile 2020, ai fini della determinazione dell’importo puntuale spettante e per esigenze di semplificazione, si chiede di utilizzare il rapporto tra i giorni di presenza in sede (indipendentemente dal numero di ore prestate) effettivamente lavorati nel mese di marzo 2020 e quelli lavorabili, che sono:

a) 22 se la settimana lavorativa è articolata su 5 giorni (lun-ven);
b) 26 se la settimana lavorativa è articolata su 6 giorni (lun-sab).

Conseguentemente, il bonus erogabile al lavoratore è dato dall’importo di 100 euro moltiplicato per il suddetto rapporto,con un’approssimazione alla seconda cifra decimale: 100 * (giorni lavorati in presenza a marzo 2020 / giorni lavorabili a marzo 2020).

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