Bonus 500 euro: procedura complicata per evitare che gli insegnanti spendano tutta la somma? Lettera

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Scrivo in merito all’articolo del 25/11 su orizzontescuola, “Bonus 500 euro: procedura macchinosa non in sintonia con la legge 107. Condivido in pieno le sue (prime) perplessità sul funzionamento macchinoso (a dir poco) del bonus per questo as.Ma ne voglio aggiungere almeno un’altra, importantissima, a mio parere. Il nuovo sistema, in sintesi e se ho capito bene, prevede la stampa di buoni spesa del valore equivalente dalla piattaforma e con quelli poi effettuare pagamenti presso …esercizi (commerciali, es. librerie, ecc.) o quant’altro (istituti di formazione, ecc.) CONVENZIONATI/ACCREDITATI. In sostanza sono dei pezzi di carta che qualcuno deve VOLER ricevere come pagamento

Alcune altre criticità a mio parere sono relative all’effettiva fruizione del bonus da parte di tutti gli aventi diritto:

– per gli esercizi commerciali si faranno convenzioni, immagino, solo con le grandi catene (es Feltrinelli per librerie, oppure Trony per elettronica, ecc.) e chi abita in un piccolo centro o anche in una città in cui tali catene non siano presenti? Il proprio libraio di fiducia accetterà il buono? Non credo.

– si dirà che esiste la possibilità di acquistare online, ovviamente. Ma come si fa a pagare? Con la propria carta di credito, immagino. E il rimborso a se stessi come avverrà? Non potrà certo essere fatto col “buono” prodotto. Rientra in gioco la segreteria della scuola a fine anno?

– inoltre per stampare il buono bisogna prima sapere l’importo effettivo del prodotto da comperare…

Forse per queste ragioni si sta ritardando l’attivazione della piattaforma o la discussione in CdM (sempre orizzontescuola, articolo del 25/11 di os_admin)….?

Insomma: tra i “venditori” il beneficio andrebbe solo alle grandi catene; tra i “compratori” a me pare si creerà uno svantaggio per chi non vive in aree urbane “attrezzate”, per così dire, ma anche  gli altri dovranno dedicarci un po’ più di tempo.

Inoltre è previsto un accreditamento da parte di “venditori” con specificazione dei beni che intendono vendere; l’attivazione di un call center per gli insegnanti, la cumulabilità della quota non spesa (almeno per quest’anno)…Insomma un meccanismo mostruoso, all’italiana…

Concludo: perché questa super complicazione invece di una card prepagata come si era pensato fin dall’inizio? Troppi costi di gestione? Oppure con questo meccanismo veramente improbabile si vuole evitare un eccesso di spesa da parte degli insegnanti, in modo da non spendere tutte le somme ipotizzate? Certo è che la procedura è veramente complicata.

Cari saluti

Antonello Oliva

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