Bonus 500 euro, poche le possibilità per spenderlo. Forfait degli esercenti

Ritorniamo ancora una volta sull’argomento bonus 500 euro, perchè le proteste arrivano da parte degli insegnanti, da parte degli educatori ancora una volta esclusi dal sistema, a fronte delle limitate possibilità di poter spendere il bonus a causa del forfait degli esercenti.

La piattaforma nella quale ogni insegnante di ruolo possiede un borsellino elettronico di 500 euro per la propria autoformazione e aggiornamento professionale quest’anno non decolla.

“Era migliore il sistema dello scorso anno scolastico”, affermano un elevato numero di docenti perchè all’interno di un già ristretto range di possibilità di spesa (con limitazioni spesso senza senso e indirizzate a strumentazioni utili per la didattica), si poteva almeno scegliere l’esercente presso il quale acquistare, richiedere la fattura e presentarla in segreteria per la convalida dell’acquisto.

Lo scorso anno il bonus è stato accreditato in unica soluzione con cedolino apposito nel mese di ottobre e la maggior parte della spesa si è indirizzata verso l’acquisto di hardware.

Quest’anno invece un complesso meccanismo per la creazione dell’identità digitale e l’apertura della piattaforma su cui creare i buoni solo dal 1° dicembre 2016, ha reso la procedura più macchinosa. E a volte anche inutile, poichè dopo aver “conquistato” le credenziali per accedere alla piattaforma, spesso i docenti scoprono che gli enti e gli esercenti presso i quali vorrebbero acquistare i beni non si sono accreditati, ma soprattutto nella maggior parte dei casi non hanno intenzione di farlo o seppure accreditati non accettano più buoni.

Il problema per gli esercenti infatti è il rimborso delle cifre anticipate che sembra non essere arrivato neanche per quelle dello scorso anno scolastico.

E dunque è costretto a pagare di tasca propria chi vorrebbe approfittare di Ticketone per l’abbonamento teatrale, o a sottostare a particolari condizioni per gli acquisti su Amazon, o ad annullare i buoni di Euronics perchè non vengono più accettati (queste alcune delle segnalazioni ricevute in redazione).

Nonostante alcune richieste siano perlopiù condivise (acquisto di videproiettore, stampante, strumentazioni da utilizzare in classe), il Ministero dopo aver inviato alle scuole del 28 novembre 2016 in cui avvertiva che avrebbe inviato le istruzioni per il rimborso delle spese effettuate dai docenti tra il 1° settembre e il 30 novembre 2016, non è più ritornato sull’argomento e ci sembra di capire che buona parte della somma erogata per l’a.s. 2016/17 è ancora non spesa, in attesa che il sistema sia più snello e che le possibilità ampliate.

Bonus 500 euro, Miur non paga e alcuni esercenti non accettano più buoni

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