Bonus 500 euro: entro quando va speso. Formazione obbligatoria o no? Le info

di redazione
ipsef

item-thumbnail

Prendiamo spunto da uno dei tanti quesiti giunti in redazione per fare il punto su bonus 500 euro e formazione obbligatoria per i docenti. Cosa dice la legge 107/2015 e cosa dice il Contratto.

IL QUESITO

“Gent.ma Redazione, premesso che i docenti sono stati dotati di un credito di 500 Euro da spendere annualmente per la formazione e che nel nuovo contratto la Formazione non è più obbligatoria, avremo anche in futuro le 500 Euro oppure questo è l’ultimo anno per usufruirne entro il 31 agosto?”

ENTRO QUANDO VA SPESO IL BONUS 500 EURO

Il bonus 500 euro, introdotto dalla legge 107/2015, è un fondo erogato annualmente ai docenti di ruolo delle scuole statali, destinato alla formazione e all’autoggiornamento nei limiti indicati dalla legge stessa

Cosa si può comprare

a) libri e testi, anche in formato digitale, pubblicazioni e riviste comunque utili all’aggiornamento professionale;

b) hardware  e software;

c) iscrizione a corsi per attività di aggiornamento e di qualificazione delle competenze professionali, svolti da enti accreditati presso il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca;

d) iscrizione a corsi di laurea, di laurea magistrale, specialistica o a ciclo unico, inerenti al profilo professionale, ovvero a corsi post lauream o a master universitari inerenti al profilo professionale;

e) titoli di accesso per rappresentazioni teatrali e cinematografiche;

f) titoli per l’ingresso a musei, mostre ed eventi culturali e spettacoli dal vivo;

g) iniziative coerenti con le attività individuate nell’ambito del piano triennale dell’offerta formativa delle scuole e del Piano nazionale di formazione, di cui articolo 1, comma 124, della legge n. 107 del 2015 (Buona Scuola).

Nelle FAQ il Miur chiarisce

2 . Quanto tempo ho per spendere i miei Buoni di spesa?

I Buoni di spesa generati sono spendibili fino al 31 agosto di ciascun anno.

3. Se non spendo l’intero importo assegnato (500€) cosa succede?

L’importo residuo andrà ad incrementare l’importo del successivo anno scolastico.

E infatti, chi non ha speso i soldi dello scorso anno entro il 31 agosto 2017, adesso si trova nel portafoglio di http://cartadeldocente.istruzione.it 500 euro + la somma residua dello scorso anno scolastico.

La somma residua dell’a.s. 2016/17 dovrà essere spesa entro il 31 agosto 2018.

Per i 500 euro dell’a.s. 2017/18 vale invece la norma prevista dal DPCM 28 novembre 2016, per cui eventuali somme residue potranno essere sommate a quelle del prossimo anno.

Nell’a.s. 208/19 ci sarà ancora il bonus 500 euro? Ad oggi non ci sono smentite, nulla fa presagire una decurtazione del bonus.

LA FORMAZIONE E’ OBBLIGATORIA OPPURE NO?

La docente che pone il quesito cade nella trappola di credere che il nuovo contratto abbia reso facoltativa la formazione.

In realtà il Contratto sottoscritto il 9 febbraio 2018 ha semplicemente ribadito quanto già era previsto nel precedente contratto, nulla è cambiato.

Lo ha spiegato il Segretario nazionale della UIL Pino Turi in una intervista di Vincenzo Brancatisano

Qual è la posizione della Uil Scuola in merito all’obbligo della formazione dei docenti?

“Non esiste alcun obbligo di formazione se non nell’ambito dell’orario di servizio, cioè entro le 40 ore annuali, com’è sempre stato. Poi c’è naturalmente il diritto-dovere di aggiornarsi. E’ un’esigenza del docente che deve soddisfare nell’ambito della propria autonomia. C’è poi il collegio che delibera i bisogni formativi della scuola e del docente. La formazione non è una punizione, dev’essere una libera scelta del docente e siccome l’insegnamento è un libero mestiere la deve scegliere lui”.

Siamo più precisi. I docenti segnalano spesso sanzioni o minacce di sanzioni per non avere adempiuto all’obbligo dell’aggiornamento.

“Non esistono sanzioni. La sanzione la dà il lavoro quotidiano, se non ti aggiorni ti ucciderà il lavoro. Se non sei formato muori di burnout. Ma se la formazione è burocratica, se serve solo ai formatori è bene non farla”.

Se a deliberare la formazione fosse il collegio, quantificandola in un numero determinato di ore, come si deve regolare l’insegnante?

“Non è obbligatorio che il collegio approvi i corsi di formazione. A meno che la medesima non sia inserita nell’ambito delle 40 ore, cioè nell’ambito delle ore di servizio. E se queste non bastassero si potrebbe utilizzare il Fondo di Istituto per retribuirle. Anche la contrattazione decentrata può stabilire obblighi del genere, la nuova contrattazione nazionale non prevede obblighi né sanzioni”.

E per il passato? Hanno fatto bene o male i docenti a sottrarsi all’aggiornamento deliberato dai collegi?

“Le situazioni sono variegate ma già prima era così. Il nuovo contratto fa rivivere il contratto precedente. Rimettendo nel nuovo contratto le norme del contratto precedente adesso non ci sono alibi per nessuno. Se ci sono state prevaricazioni e vessazioni, spero che vengano meno. E poi c’è un esempio emblematico e risolutivo”.

Più nello specifico Formazione, solo il Collegio Docenti può decidere il Piano e le Unità formative

Versione stampabile
Argomenti:
anief anief
voglioinsegnare