Bonus 500 euro Carta docente: speso soprattutto per pc e tablet, in aumento libri e corsi di formazione

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La carta docente di 500 euro prevista dalla legge 107/2015 ed erogata dall’anno scolastico 2016/17 come bonus è utilizzata dai docenti perlopiù per l’acquisto di pc e tablet, ma cresce anche la spesa per la formazione. 

La carta docente, un plafond di 500 euro, annualmente a disposizione degli insegnanti a tempo indeterminato per l’aggiornamento e l’autoformazione, è in queste settimane al centro di un dibattito più ampio sulla formazione dei docenti.

Le spese effettuate dai docenti rientrano tutte nella lista diramata dal Ministero dei beni che è possibile acquistare, per cui acquistate un tablet non è di per sè segno di minore attenzione alla propria formazione rispetto al collega che utilizza i soldi per andare al teatro.

D’altronde, anche quando si acquista un libro attingendo al portfolio dei 500 euro non c’è differenza tra un ricettario e un testo specifico per la propria disciplina.

Anzi, proprio la voce libri e formazione è quella che in questi anni è cresciuta di più, anche se non è possibile misurarne la ricaduta in termini didattici.

“Leggendo i dati si comprende come cresca, anno dopo anno, la responsabilizzazione dei docenti verso la loro crescita professionale e culturale-  commenta a La Stampa Davide D’Amico, dirigente dell’Ufficio formazione del Miur  – Anche la spesa sui device informatici può avere una ricaduta sulla didattica”

Formazione obbligatoria, con monte ore annuale stabilito dal Contratto

Questa l’idea della Ministra Azzolina, che ha inserito la formazione dei docenti tra le azioni prioritarie dell’indirizzo politico del suo Ministero nel 2020.

Sarà necessario  afferma la Ministra – “per il personale docente ed educativo, definire all’interno del nuovo Contratto di lavoro il monte ore annuale obbligatorio per la formazione e assicurare, attraverso opportuni monitoraggi, la qualità dell’offerta, ferma restando anche la necessità di implementare, a livello tecnologico, un sistema informatico in grado di contenere la storia formativa di ciascun docente e di farla “colloquiare” con i dati anagrafici relativi al servizio prestato. Ciò al fine di una migliore e sempre più adeguata valorizzazione del personale insegnante”

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