Bonus 200 euro, la dichiarazione serve se non si fa parte di NoiPA. Fuori i precari con contratto al 30 giugno

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A luglio è previsto il bonus 200 euro per i dipendenti pubblici. Per molti statali non serve la dichiarazione in cui si attesta di non essere titolare di pensione o reddito di cittadinanza.

Tutte le amministrazioni che si avvalgono dei servizi della piattaforma NoiPA per pagare i cedolini paga sono infatti esentati dalla compilazione della dichiarazione.

Il bonus spetta ai dipendenti con reddito massimo lordo di 2mila 692 euro al mese che abbiano beneficiato dell’esonero contributivo 0,8% per almeno una mensilità nel periodo compreso fra 1°gennaio e 23 giugno 2022.

Al comma 1 dell’articolo 31 del Dl 50/2022, il Decreto Semplificazioni spiega che i dipendenti che ricevono la busta paga tramite NoiPA non devono presentare l’autodichiarazione. Nello specifico riguarda “dipendenti delle pubbliche amministrazioni i cui servizi di pagamento delle retribuzioni del personale siano gestiti dal sistema informatico del Ministero dell’economia e delle finanze”

Nella maggioranza dei casi, non sono comprese nel portale NoiPA gli enti locali, le autorità e la sanità. I dipendenti di questi ambiti devono quindi presentare l’autodichiarazione.

A NoiPa fanno riferimento ministeri e Presidenza del Consiglio dei ministri; scuole e istituti di ricerca; polizia, penitenziari, guardia di finanza e Banca d’Italia; quasi tutte le agenzie fiscali, metà delle forze armate e le capitanerie di porto.

Il bonus per i dipendenti del settore pubblico arriva con la mensilità di luglio che viene pagata a fine del mese o i primi di agosto. I pensionati, invece, lo ricevono già a inizio luglio insieme alla pensione.

C’è chi, invece, lo riceverà a ottobre: si tratta dei lavoratori domestici, titolari di Naspi, Dis-Coll, beneficiari di disoccupazione agricola, ex indennità Covid 2021 (per esempio i lavoratori dello spettacolo) e altre categorie come collaboratori e stagionali, che hanno tempo per la domanda fino al termine del mese di ottobre.

Rimangono fuori, invece, i precari della scuola con contratto a tempo determinato scaduto al 30 giugno. L’emendamento al Decreto Aiuti presentato dal Movimento Cinque Stelle è stato bocciato durante l’esame del provvedimento presso la Commissione Bilancio della Camera. Si tratta di lavoratori che hanno beneficiato dell’esonero dello 0,80% nel primo quadrimestre dell’anno in corso ma che, non avendo una “retribuzione” nel mese di luglio (condizione prevista dal Decreto Aiuti), in quanto non più in servizio, non potranno ricevere direttamente l’indennità dall’istituto scolastico.

Si ricorda che il bonus non è oggetto di tassazione perché non concorre alla formazione del reddito ai fini Irpef né per i lavoratori dipendenti e pensionati, né per le partite Iva, né per tutti gli altri soggetti beneficiari.

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