Bonus 150 euro: domande fino al 31 gennaio 2023 per precari, assegnisti di ricerca e dottorandi. Accredito a febbraio

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È attiva la procedura per richiedere il bonus 150 euro, l’indennità una tantum prevista dal decreto Aiuti ter. Possono presentare la domanda solo alcune categorie di lavoratori, che non si trovano alle dirette dipendenze di un datore di lavoro privato al momento della richiesta. 

Le domande possono essere presentate da co.co.co (collaboratori coordinati e continuativi); assegnisti di ricerca; dottorandi con borsa di studio; lavoratori stagionali; intermittenti e lavoratori dello spettacolo. Sono necessari almeno 50 giornate lavorate nel 2021 per i lavoratori stagionali, a tempo e intermittenti, così come per gli iscritti al Fondo pensione lavoratori dello spettacolo. Per poterne beneficiare è necessario avere percepito un reddito complessivo lordo non superiore a 20 mila euro nel periodo d’imposta 2021. Lavoratori stagionali e intermittenti possono presentare domanda solo se non hanno già percepito l’indennità nel mese di novembre 2022, ove spettante. 

È possibile trasmettere la domanda tramite il servizio online “Indennità una tantum 150 euro – Domanda”, sul sito dell’Inps, accessibile anche tramite il Punto d’accesso alle prestazioni non pensionistiche. Una volta autenticati con le proprie credenziali, sarà necessario selezionare la categoria di appartenenza per la quale si intende presentare domanda fra quelle indicate.

In alternativa al servizio online, l’indennità può essere richiesta tramite i patronati o il Contact center, telefonando al numero verde 803.164 da rete fissa (gratuitamente) oppure al numero 06.164164 da rete mobile (a pagamento, in base alla tariffa applicata dai diversi gestori).

Le domande possono essere presentate entro il 31 gennaio 2023. Per le categorie indicate il bonus sarà erogato, dopo le opportune verifiche, a febbraio 2023. I lavoratori a tempo indeterminato, tra cui quello del settore scolastico, hanno ottenuto il bonus 150 euro nelle scorse settimane.

Con il messaggio 4159 del 17 novembre, l’Inps ha precisato che la retribuzione imponibile nella competenza del mese di novembre 2022, in relazione al limite retributivo, è da considerare al netto della tredicesima mensilità, o ratei della stessa, stante la particolare natura di tale mensilità aggiuntiva, laddove l’erogazione avvenga nella competenza del mese di novembre 2022. Tale intervento mobilita oltre 3 miliardi di euro, 1,005 per i dipendenti, 1,245 per i pensionati, 604 milioni per disoccupati, precari ed altre categorie fragili (si cui 256,5 nel 2022 e 347,7 nel 2023), 412,5 milioni per i lavoratori autonomi.

Si precisa ulteriormente che, riguardo ai lavoratori dipendenti (anche a tempo parziale) tale somma è attribuita se il rapporto di lavoro sussiste nel mese di novembre e se la retribuzione imponibile nella competenza del mese di novembre 2022 non sia eccedente l’importo di 1.538 euro (occorre controllare il cedolino, alla sezione Ritenute, prendere in considerazione la voce INPDAP). Si precisa che il tetto reddituale dei 20mila euro annui non riguarda il personale scolastico in servizio, ma quello dei pensionati. 

L’indennità non è cedibile, né sequestrabile, né pignorabile e non costituisce reddito né ai fini fiscali né ai fini della corresponsione di prestazioni previdenziali ed assistenziali. Per l’erogazione di tale somma i lavoratori dipendenti, sia del pubblico che del privato, non devono presentare nessuna domanda.

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