Bonus 150 euro, ai supplenti può essere erogato nel 2023: tutte le info utili

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In questi giorni è in atto l’erogazione dei pagamenti per le lavoratrici e i lavoratori che hanno diritto al bonus 150 euro e per il personale della scuola (con contratto scaduto al 30 giugno 2022) che aveva presentato domanda all’INPS per il riconoscimento del bonus 200 euro.

Per quanto riguarda il bonus 150 euro, previsto dal Decreto Aiuti Ter, per i dipendenti pubblici, come abbiamo già scritto, non è prevista l’autocertificazione e, nel caso della scuola, l’erogazione avviene in automatico con una emissione speciale di NOIPA con valuta a fine novembre.

Per ottenere il bonus è necessario che la retribuzione imponibile a fini previdenziali sia pari o inferiore a 1.538,00 euro nella competenza di novembre 2022 (occorre controllare il cedolino, alla sezione Ritenute, prendere in considerazione la voce INPDAP). Si precisa che il tetto reddituale dei 20mila euro annui non riguarda il personale scolastico in servizio, ma quello dei pensionati.

Per le supplenze brevi, che hanno ricevuto il pagamento dello stipendio a novembre, il bonus sarà previsto nei prossimi mesi, entro febbraio 2023, una volta ricevuto il pagamento dello stipendio di novembre.

I precari della scuola che, a novembre, sono senza contratto di lavoro (e che non percepiscono nemmeno la NASPI e che non hanno altri contratti di lavoro in essere) possono presentare domanda come lavoratori stagionali. In questo caso occorre almeno aver avuto 50 giornate lavorative nel 2021 e avere un reddito personale non superiore a 20mila euro.

Il bonus spetterebbe anche ai percettori di NASpI o DIS-COLL che siano titolari di questi trattamenti a novembre.

Bonus 150 euro

L’indennità non può essere riconosciuta, pur sussistendo il rapporto di lavoro nel mese di novembre 2022,  in assenza di retribuzione a causa di eventi non coperti da contribuzione figurativa.

Con il messaggio 4159 del 17 novembre, l’Inps ha precisato che la retribuzione imponibile nella competenza del mese di novembre 2022, in relazione al limite retributivo, è da considerare al netto della tredicesima mensilità, o ratei della stessa, stante la particolare natura di tale mensilità aggiuntiva, laddove l’erogazione avvenga nella competenza del mese di novembre 2022.

L’Inps, a domanda, erogherà l’indennità tantum anche ai dottorandi e agli assegnisti di ricerca i cui contratti sono attivi alla data di entrata in vigore del Decreto Legge 50/22 (18 maggio 2022) e che sono iscritti alla Gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335. L’indennità è corrisposta esclusivamente ai soggetti che hanno reddito derivante dai suddetti rapporti non superiore a 20mila euro per l’anno 2021. Anche in questo caso il decreto legge prevede che l’indennità è erogata successivamente all’invio delle denunce dei datori di lavoro relative al riconoscimento dell’indennità ai lavoratori dipendenti. L’indennità non concorre alla formazione del reddito.

Si ribadisce che l’indennità è erogata successivamente all’invio delle denunce dei datori di lavoro relative al riconoscimento dell’indennità ai lavoratori dipendenti. L’indennità non concorre alla formazione del reddito.

L’indennità non è cedibile, né sequestrabile, né pignorabile e non costituisce reddito né ai fini fiscali né ai fini della corresponsione di prestazioni previdenziali ed assistenziali

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