Bonetti: “Un piano per restituire socialità ai giovani, non si educa solo a scuola”

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Lunga intervista a Il Messaggero per la ministra delle Pari Opportunità, Elena Bonetti all’indomani del via libera al nuovo piano nazionale per l`infanzia e l`adolescenza

“Il piano è un patto educativo del Paese nei confronti delle giovani generazioni. Prevede tre linee di azione – educazione, equità ed empowerment – e la sua novità è già nel metodo, perché rimette al centro i bambini e i ragazzi. Con l`Osservatorio per l`infanzia e l`adolescenza abbiamo ascoltato la loro voce con questionari e focus group, dopo che a causa della pandemia questa voce era stata loro tolta. Abbiamo riconosciuto la centralità di tutta l`azione educativa, non solo quella offerta dalla scuola ma anche dal terzo settore. Le parole d`ordine sono concretezza e monitoraggio continuo dei risultati: si fissano obiettivi generali e linee di azione misurabili, a partire dagli asili nido, indicati come livelli essenziali di prestazione. In tutte le comunità, e penso anche ai piccoli comuni, si creeranno spazi per l`educazione non formale: sport, cultura, luoghi di incontro. Con un`attenzione particolare agli adolescenti, che sono stati duramente penalizzati durante la pandemia”.

Poi aggiunge: “In tutti i contesti educativi, ma anche decisionali, è necessario introdurre e ascoltare la voce dei ragazzi. Che non sono “i cittadini di domani”: sono cittadini già oggi. Bisogna metterli in condizione di avere consapevolezza di sé, dei propri diritti e delle regole del vivere sociale, a cui possono dare il loro contributo. Bambini e adolescenti devono essere coinvolti direttamente nella co-progettazione delle azioni che li riguardano, come è accaduto appunto per la prima volta con questo Piano nazionale per l`infanzia e l`adolescenza”.

Infine conclude: “Le comunità territoriali, il mondo dell`associazionismo, del terzo settore, del volontariato, della cultura e dello sport si stanno organizzando per offrire ai bambini e ai ragazzi occasioni ed esperienze educative – i cosiddetti centri estivi – con un approccio di pieno coinvolgimento. E il mondo dell`educazione non formale chiamato a raccolta: per questo progetto abbiamo stanziato 135 milioni”. 

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