Bonaccini: “Autonomia differenziata spacca il paese su istruzione”. Referendum abrogativo in Emilia

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L’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna ha approvato la richiesta di un referendum abrogativo riguardante la legge Calderoli sull’autonomia differenziata. Questa decisione arriva dopo una maratona di 24 ore in Aula, superando l’ostruzionismo della destra. Il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, ha sottolineato che l’Emilia-Romagna, dopo la Campania, ha votato per due quesiti referendari volti a cancellare una proposta che ritiene sbagliata e divisiva.

Iniziativa congiunta dei Partiti

L’approvazione del referendum è stata possibile grazie all’iniziativa congiunta di diversi partiti: Partito Democratico, Europa Verde, Emilia-Romagna Coraggiosa, Italia Viva, Lista Bonaccini Presidente e Movimento 5 Stelle. Questa coalizione ha lavorato per stabilire che, prima di devolvere qualsiasi funzione, il Parlamento e il Governo devono definire e finanziare i Livelli essenziali delle prestazioni (LEP) per tutto il Paese.

Critiche alla Legge Calderoli

Bonaccini ha evidenziato che l’Emilia-Romagna ha sempre sostenuto il decentramento decisionale per avvicinare le decisioni ai cittadini e ai territori. Tuttavia, egli insiste sull’importanza di mantenere un quadro di unità nazionale e di solidarietà. La legge Calderoli, secondo Bonaccini, non prevede finanziamenti per i LEP e permette di procedere con l’autonomia differenziata senza garanzie di equità territoriale, rischiando di dividere ulteriormente il Paese in settori cruciali come sanità e istruzione.

Prossime tappe del Referendum

Dopo l’Emilia-Romagna e la Campania, altre regioni saranno chiamate a esprimersi sulla richiesta di referendum. Regioni come Toscana, Puglia e Sardegna hanno già annunciato il loro sostegno all’iniziativa. Con il voto di cinque Consigli regionali, sarà possibile richiedere l’indizione del referendum, come già proposto dal Comitato promotore nazionale a Roma.

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