Bolzano, immissioni in ruolo da graduatoria provinciale. Docenti GaE: prima noi

Stampa

Anche nelle province autonome alcuni docenti precari sono sul piede di guerra. A Bolzano, gli iscritti alle GaE lamentano che solo pochi di loro beneficeranno delle assunzioni a tempo indeterminato annunciate.

A dichiararlo sul sito Salto.bz è stato Enrico Palazzi, portavoce dei docenti GaE, che ha contestato una dichiarazione dell’assessore provinciale, Giuliano Vettorato, cioè l’immissione in ruolo per 60 docenti per la scuola italiana per i quali si sarebbe attinto dalla graduatoria provinciale.

Secondo Palazzi, tale riferimento è improprio, perché esistono sia le GaE, sia le Nuove graduatorie provinciali.Il che significa – ha sostenuto Enrico Palazzi – che solo in parte saranno i precari storici a beneficiare delle assunzioni annunciate – una quota di queste andranno a beneficio di docenti che, non avendo titolo ad essere inseriti in GaE, non hanno titolo e diritto di accedere al ruolo statale. Siamo lieti di vedere riconosciuto quanto da tempo andiamo ripetendo: che negli ultimi anni per i precari storici non è stato fatto praticamente nulla. Gli organici nella scuola italiana sono bloccati dal 2009. Se la Svp concedesse quanto serve alla scuola italiana e quanto le spetta, si risolverebbero sia il problema dei precari, sia quello delle classi accorpate – le tristemente note ‘classi pollaio’ –  con l’aggravante di un insufficiente numero di docenti per i nostri alunni“.

I docenti iscritti nelle GaE lamentano un piano di stabilizzazione di docenti richiesto sin dal 2015, facendo notare come i loro colleghi nel resto d’Italia ne abbiano tratto vantaggio. Enrico Palazzi ha anche annunciato l’avvio di un ricorso al giudice del lavoro, perché “l’amministrazione non ha dato seguito a quanto annunciato in Rai lo scorso giugno: che si sarebbe consentita la reciprocità e quindi la possibilità di movimento in uscita da parte dei docenti precari inseriti in GaE“.

Stampa

Eurosofia: Analisi Comportamentale Applicata (ABA) tra i banchi di scuola. Non perderti questa grande opportunità formativa