A Bologna per andare alla scuola d’infanzia si pagherà la “tariffa di frequenza”

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La scuola d’infanzia comunale di Bologna non sarà più gratuita per tutti: il Comune ha deciso di far pagare una “tariffa di frequenza” che accomuna scuola e mensa. Ne parla Il Manifesto.

La decisione viene dopo la sentenza del tribunale di Torino, che ha permesso di portarsi il pranzo da casa: il sindaco di Bologna ha quindi inserito la mensa come parte integrante dell’offerta formativa, quindi a pacchetto unico con la frequenza scolastica.

Nonostante l’annuncio che le tariffe diminuiranno nel 2018, si sono sollevate numerose proteste, sia da parte dei sindacati tutti, che da tutti i partiti politici. C’è chi fa notare quanto previsto dalla legge che istituì nel 1968 le scuole materne statali, in cui si parla appunto di frequenza gratuita.

Il sindaco spiega che con quella tariffa il Comune risparmierà sull’IRAP, dovuta per i servizi delle scuole d’infanzia e con quei risparmi si potranno dimezzare le tariffe dei nidi.

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