Boicottaggio assunzioni. Le storie personali, vere, del fronte del NO. I “perchè” dei Docenti che non ci stanno. E promettono battaglia.

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inviato da Elena Paola Piccolo – Tutto entro il 14 agosto. No, non ci stiamo riferendo alle prenotazioni estive. Quest'anno, gli insegnanti, entro ferragosto, non dovranno decidere in quale villaggio prenotare.

inviato da Elena Paola Piccolo – Tutto entro il 14 agosto. No, non ci stiamo riferendo alle prenotazioni estive. Quest'anno, gli insegnanti, entro ferragosto, non dovranno decidere in quale villaggio prenotare.

Dovranno invece scegliere tra gli affetti più cari ed un contratto a tempo indeterminato ( si fa per dire) per un posto che non si sa nemmeno se ci sia, dove sia e per quanto tempo durerà in quella ( ancora ignota) specifica sede.

La beffa è ben evidente, visto che si sta chiedendo a professionisti che operano già nel mondo della scuola, magari da anni, da decenni, di accettare una deportazione di massa in virtù della quale si troverebbero a prestar servizio a migliaia di chilometri da casa, soli, senza affetti, senza risorse economiche e senza certezze.

Professionisti che hanno la responsabilità di figli piccoli, genitori invalidi, mutui casa, coniugi non autosufficienti e che adesso, magari sulla soglia dei 40 o 50 anni, dovrebbero abbandonare tutto e partire, cedendo ad un ricatto degradante, per chi lo fa e per chi, suo malgrado, lo accetta.

Questo è il quadro che si delinea alla vigilia delle fasi “B” e “C” dell'attuazione della legge 107 attraverso la quale il governo sta avvelenando l'estate dell'intera classe docente.

Entro il 14 agosto il sistema informatico del Ministero acquisirà le candidature dei precari che sono stati “costretti” a far domanda su tutte e 100 le province italiane; successivamente, gli stessi precari saranno assegnati a quelle sedi che dovessero risultare vuote e, quindi, disponibili, lasciando una sede di servizio ove magari operavano da tantissimo tempo, e attorno alla quale avevano costruito la loro vita ed i loro affetti.

Chi dovesse rifiutare la sede di lavoro proposta sarà cancellato per sempre da tutte le graduatorie esistenti. Dovrà cioè rinunciare per sempre ad essere un insegnante.

Per opporsi a questa che risulta essere una umiliante deportazione di massa, molti Docenti stanno rinunciando alla compilazione della domanda. Stanno rinunciando cioè ad abbandonare i soggetti più deboli del proprio nucleo familiare per inseguire un posto di cui non sanno nulla e che potrebbe anche essere a migliaia di chilometri di distanza.

L'associazione “Gessetti Rotti” ha realizzato un sondaggio da cui emerge che….

Eppure la Costituzione, lo Stato, la Chiesa dovrebbero salvaguardare la famiglia come bene primario e come cellula essenziale attorno a cui ruota la società intera. Rimanere accanto ai figli che crescono è un obbligo ed un dovere, ancor prima che un diritto.

Come è stato possibile, dunque, che questo governo non tenesse conto di un assioma imprescindibile come questo?

Chi vi scrive ha raccolto solo alcune delle storie dei Docenti che hanno detto NO a questo ricatto.

Sono storie intime, personali, dolorose di chi sta decidendo di rinunciare ad un diritto pur di non abbandonare soggetti e situazioni che non è possibile abbandonare.

Qualunque lettore, leggendole, potrà toccare con mano ciò che questo governo sta facendo agli Insegnanti:

Alessandra Fiumara:

“Mi chiamo Alessandra Fiumara,abito a Messina e sono precaria nella scuola primaria da 26 anni.Dopo tantissimi sacrifici oggi mi si chiede di fare una domanda dove devo elencare tutte le province d'Italia….io ho 52 anni,ho un figlio disabile al 100%,autistico,per il quale ho lottato e continuo a farlo tutti i giorni per avere i propri diritti,a Gennaio mio marito ha avuto un infarto,adesso mi viene chiesto …..anzi mi viene imposto ….di fare le valige e abbandonare tutto e tutti…..ho una figlia di 23 anni ….dovrà finire di costruirsi il suo futuro per prendere il mio posto ?Ho chiesto di poter inserire la 104 nella domanda e mi è stato negato …..che scotto devo ancora pagare per poter solamente avere il diritto di lavorare vicino casa?Non ho mai preteso la scuola accanto,ma basterebbe rimanere in provincia…..oggi il mio paese mi ha tolto il diritto di essere lavoratrice,moglie e sopratutto madre …..tutto questo è inaccettabile “

Gery.M.

“Non faccio domanda di ruolo perché. …ho un mutuo sulle spalle,un marito con un lavoro fisso da più di 30 anni,un figlio che verrebbe sradicato dalla sua quotidianità . Che ne sa Renzi dei nostri stipendi pagati dopo mesi, mentre le bollette si accumulano e non hai i soldi per portare tuo figlio al cinema? Che ne sa Renzi della fatica che fa un precario per farsi accettare dai colleghi,dai genitori e dai ragazzi perché per loro sei solo la supplente? Che ne sa Renzi delle lacrime ingoiate, delle umiliazioni subite solo per fare il mestiere che ti piace tanto.. ?”

Maria Teresa N:

“Ho deciso. ..anche io non farò domanda per il ruolo perché. .. perché sono mamma e amo i miei figli. ..sono moglie e amo mio marito. .non potrei mai andare via… non posso distruggere la mia famiglia! Mi presento mi chiamo Terry, ho una bimba di 3 anni nello spettro autistico e ho già stravolto la mia vita quando, dopo la diagnosi, abbiamo deciso di trasferirci in un paese a 200 km da casa per fare terapia alla mia principessa (privatamente ) …lo stato non ha riconosciuto l'invalidità a mia figlia perché è ancora troppo piccola anche se ha una diagnosi!!! Ho anche un ometto di 1 anno che soffre di "mammite acuta " …come posso accettare un ricatto simile? No grazie. ..scelgo la mia vita. ..I miei figli, la mia famiglia. .. “

Maria Antonietta M:

“Ora che ormai lavoravo tranquillamente tutti gli anni da settembre a giugno, ora che potevo sperare dopo 14 anni da precaria di essere assunta nella mia terra, arriva il bello di turno e mi cambia le regole del gioco! Io non ci sto! Continuerò a fare la precaria a vita ma non posso lasciare il Sud, un padre ed una madre ultra settantenni e la mia vita per 1200 al mese!”

Maria Rosa D:

“Sono precaria da 15 anni …altissima in graduatoria, una laurea e prossima ad un' altra, una specializzazione in sostegno, 3 concorsi superati, , 2 figli piccoli da mantenere e una separazione…….non andrò via……Questo e' un gioco perché chi fara' la domanda e, per un motivo o un altro. rifiutera', sara' sbattuto fuori da ogni graduatoria….ecco come smaltiranno le gae….io non mollo…… “

Adriana C:

“Ciao sono Adriana , un'insegnante di sostegno scuola primaria. Non farò la domanda per non lasciare la mia famiglia, sopratutto mio figlio di 10 mesi che alla nascita ha avuto dei problemi ed è vivo per miracolo.Ora voglio ha bisogno di me. Ed io ho bisogno di stargli accanto”.

Annalisa G:

Sono Annalisa Gallo, ho 41 anni e sono precaria dal 2000! Sono di Andria – Puglia, ma ho iniziato a lavorare più stabilmente nel 2004 perché mi sono trasferita a Reggio Emilia nonostante fossi sposata da poco e dopo aspre discussioni con mio marito. Nel 2005 é nata mia figlia e sono tornata a casa….ho continuato a studiare e grazie al cielo a lavorare! Stavo per entrare in ruolo dal concorso 2000 ma la Gelmini ha distrutto i miei sogni! Dopo anni di supplenze che duravano l'intero anno scolastico di nuovo senza lavoro! Volevo tornare a Reggio ma mio marito si opponeva, non voleva seguirmi! Litigi giornalieri ed é iniziato il mio periodo di depressione! Mi sono separata, sono riuscita ad entrare nel TFA SOSTEGNO a Bari, ho preso il titolo con enormi sacrifici e nel frattempo ho divorziato! E qui la nota dolente: la domanda in ruolo prevede trasferimento chissa dove e io, per portare mia figlia con me, ho bisogno dell'autorizzazione del giudice! In un caso o nell'altro mia figlia soffrirebbe ancora e quindi rinuncio! “

Tiziana M:

“Mi chiamo Tiziana. Nel 2007 mi sono trasferita a 400 Km da casa mia ( dopo un anno di vedovanza e senza aver trovato lavoro nella mia città. Avrei accettato qualsiasi lavoro, ho fatto anche la benzinaia. Inserita nelle graduatorie permanenti della mia città dal '95) con le 2 mie figlie. Si disse che era l'ultima volta che ci si poteva spostare di graduatoria….senza voltarmi indietro sono partita….qualche anno fa le graduatorie si sono riaperte e così ho visto passare davanti a me altre persone. Ho sofferto tantissimo e ho fatto tanti sacrifici e ora che sono arrivata quasi in cima, cosa devo fare? Risconvolgere la vita mia e delle mie figlie o rischiare di non poterle più crescere? “

Simona T.

“Non faccio domanda per il RUOLO perchè sono una precaria storica iscritta da quindici anni nella provincia di Venezia dove ho sempre lavorato, se pur precaria. Ho una famiglia a cui badare, un mutuo da pagare, ho investito tanto nella scuola con specializzazioni e corsi vari per arrivare finalmente nella prima posizione e adesso che ci sono riuscita mi si chiede di rinunciare a tutto. Mi sento come una pedina che viene spostata a piacimento senza poter scegliere, per finire in una graduatoria nazionale e svolgere una funzione non più di insegnamento ma di potenziamento in una scuola qualsiasi di Italia probabilmente lontana dalla famiglia obbligata ad accettare per non essere cancellata definitivamente. Una sorta di “ roulette russa “, può andarmi bene lavorando vicino casa o può andarmi male, tutto è affidato ad un freddo computer. Cosa succede se non presento la domanda di assunzione? Le risposte sono ancora confuse e intanto la scadenza si avvicina e una decisione deve essere presa.
In questo marasma generale spero si possa quanto prima fare chiarezza sulle sorti di chi decide di non fare questa “folle domanda” per poter compiere serenamente una decisione e non buttare via anni di sacrifici e lavoro”.

Francesca S:

“Non faccio la domanda per problemi di salute e familiari, ma soprattutto per LOTTARE fino in fondo contro una legge che TRADISCE IL DIRITTO di essere assunti nella GAE di appartenza”

Luciana F:
“Ho deciso di non fare domanda perchè non ho intenzione di lasciare la mia vita, mio marito invalido al 100%, per poi pagare un affitto chissà dove. Appena laureata sono andata a Milano a insegnare per un anno, ma ero giovane e senza problemi. A 50 anni non si possono più fare serenamente certe cose”

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