Bocciato in seconda media, il TAR dà ragione al piccolo: i docenti non lo hanno punito adeguatamente durante l’anno

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GB – Era stato bocciato in seconda media perché aveva quattro insufficienze e un voto basso in condotta: era infatti considerato un leader negativo, strafottente, che non aveva un buon rapporto con i compagni.

I genitori hanno fatto ricorso al TAR contro tale bocciatura e il Tar ha dato loro ragione. Il ragazzo, che intanto ha cambiato scuola, non perderà l’anno e potrà affrontare l’esame di Stato.

GB – Era stato bocciato in seconda media perché aveva quattro insufficienze e un voto basso in condotta: era infatti considerato un leader negativo, strafottente, che non aveva un buon rapporto con i compagni.

I genitori hanno fatto ricorso al TAR contro tale bocciatura e il Tar ha dato loro ragione. Il ragazzo, che intanto ha cambiato scuola, non perderà l’anno e potrà affrontare l’esame di Stato.

Secondo il TAR la colpa del comportamento ostile del ragazzino è colpa degli insegnanti, che non hanno saputo adottare un’azione disciplinare adeguata nei suoi confronti. Il ragazzino aveva offeso un suo compagno durante l’intervallo, il preside aveva messo a verbale che si sarebbe occupato di scegliere il provvedimento adatto, ma non lo ha mai fatto e quindo il consiglio di classe ha deciso di penalizzarlo abbassando il voto di condotta.

Secondo il TAR, gli insegnanti avrebbero sbagliato, perché "l’abbassamento della condotta ha pesato ulteriormente su un curriculum già deficitario", mentre una punizione "avrebbe scalfito l’atteggiamento di arroganza e di sicurezza che l’alunno rivelava sovente nei suoi rapporti con i compagni e verso l’istituzione scolastica". Il rendimento del ragazzino, già "tendente alla scarsa concentrazione e non perfettamente consapevole dei rischi che correva", è peggiorato fino alla bocciatura. "Il bambino avrebbe potuto essere recuperato", concludono i giudici, ma "l’atteggiamento di incostanza e la sicurezza nel comportamento arrogante sono stati incentivati dalla mancanza di una risposta disciplinare severa".

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