Bocciato con 3 insufficienze (due gravi e voto condotta basso), chiede il risarcimento dei danni. Sentenza

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Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione III Bis), con la pronuncia n. 6095/2021 ha esaminato il ricorso di uno studente finalizzato ad ottenere il risarcimento al danno subito per il giudizio di “non ammissione”, reso nei suoi confronti, alla classe v del liceo frequentato, sentenziandone il rigetto. La motivazione formulata dall’istituto non è apparsa illogica né irragionevole alla luce delle 3 insufficienze, di cui due gravi, e del voto in condotta del ricorrente.

La mancata ammissione al V liceo

Un ragazzo si è rivolto al Tar Lazio chiedendo di condannare il Ministero dell’Istruzione al risarcimento dei danni, nei suoi confronti, a causa della mancata ammissione alla classe V di un istituto di istruzione superiore. Non essendo stato ammesso dal quarto al quinto anno del liceo, pretendeva la condanna dell’amministrazione al risarcimento dei danni subiti.

L’onere della prova

Il riconoscimento del risarcimento dei danni presuppone che il ricorrente assolva all’onere della prova (art. 2697 c.c.) con riferimento a tutti gli elementi costitutivi della fattispecie risarcitoria. Nel caso di specie, è mancata anzitutto la prova della spettanza del bene della vita e dell’illegittimità del provvedimento.

Le insufficienze ed il voto finale

La motivazione formulata dall’istituto non è apparsa illogica né irragionevole alla luce delle 3 insufficienze, di cui due gravi, e del voto in condotta del ricorrente. Il sindacato del giudice amministrativo sulle valutazioni tecniche espresse dalle p.a. è consentito solo qualora emerga un’irragionevolezza o un’illogicità del provvedimento ricavabile dalla sua motivazione. Nella specie, la tipologia di valutazione svolta dalla commissione non è stata considerata tale da inficiare l’esito del giudizio. Il voto finale, in ogni caso, non si traduce necessariamente in una media aritmetica dei voti conseguiti da parte dell’alunno, ma richiede un’analisi complessiva e sintetica delle attività svolte. Per quanto concerne il numero delle prove svolte e i risultati conseguiti l’amministrazione nella relazione depositata, ha adeguatamente descritto l’iter e i voti da questo riportato (anche in relazione agli episodi in cui il ricorrente è risultato impreparato), con la conseguenza che le censure formulate da parte ricorrente appaiono inidonee a incidere sull’esito del giudizio. Il Tar ha anche osservato che eventuali miglioramenti nel comportamento dello studente non si traducono necessariamente nel raggiungimento di una soglia sufficiente ai fini del giudizio di idoneità.

La mancata attivazione degli strumenti di tutela

Oltre alla mancanza di prova della spettanza del bene della vita, altro argomento ostativo alla richiesta risarcitoria formulata, risulta essere rappresentato dalla mancata attivazione dei procedimenti giurisdizionali e procedimentali idonei a escludere l’eventuale danno subito. Il ricorrente ben avrebbe potuto tempestivamente proporre ricorso giurisdizionale anche mediante la proposizione di istanza cautelare al fine di paralizzare gli effetti del provvedimento amministrativo di non ammissione. La mancata attivazione di alcuno strumento di tutela idoneo costituisce, come evidenziato dal Tar, ulteriore argomento che comporta il rigetto della domanda risarcitoria formulata dal ricorrente.

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