Bocciato al concorso, non accetterò supplenze. Ecco la vera protesta. Lettera

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Mancano pochi giorni all’inizio della scuola e per la prima volta, grazie alla legge 107 del 13 Luglio 2015, non ci sarà la tristemente nota “supplentite”.

I Dirigenti Scolastici potranno, insieme al personale di segreteria, dedicarsi al normale funzionamento della scuola senza perdite di tempo con le convocazioni per assegnare le supplenze. I genitori, finalmente, vedranno riconosciuto ai propri figli il diritto alla continuità didattica senza il famosissimo cambio d’insegnante fino all’avente diritto, oppure all’inizio di ogni anno scolastico. Tutto ciò è stato possibile grazie ad un Presidente del Consiglio (uomo solo al comando) che a forza di slogan, twitter, lotte contro gufi, coadiuvato dalla Ministra Giannini (la stessa che ha affossato l’Università per Stranieri di Perugia) ha trovato la cura al grande malato “La scuola pubblica”. Poco importa se mamme o papà (scusate non voglio essere sentimentale) docenti, si troveranno a 1000 km dai propri figli; la colpa è di un algoritmo che non ha funzionato bene. State tranquilli, la Ministra ha garantito che solo un 2% è insoddisfatto dell’assegnazione ricevuta. Poco importa se si pagano le rate del mutuo casa e marito e moglie sono costretti a sobbarcarsi anche due affitti perché spediti in altrettanti luoghi diversi; la colpa è dell’algoritmo. Sono solo il 2%; se poi parliamo di chi ha sostenuto lo scritto del grande concorso (per intenderci concorso truffa) e non è stato ammesso all’orale, non preoccupatevi, fanno parte del 55,2%, che come dichiarato dalla Ministra al Corriere della Sera, è perfettamente nella norma. Infatti, il “concorso è per sua natura selettivo”, quindi deve per forza basarsi sulla qualità. La stessa qualità che ha visto commissioni insediarsi per poi dimettersi, cambi, integrazioni, si è arrivati a grattare il fondo del barile, tutto in nome della qualità. Commissioni che hanno giudicato non idoneo chi era già in possesso di una o più abilitazioni all’insegnamento rilasciate dopo il superamento di esami e tesi finale presso le università. Tutto questo in nome della qualità. Per fortuna tra qualche giorno l’inizio della scuola non vedrà docenti non qualificati entrare in classe come supplenti, non ci saranno i bocciati al concorso o ancor peggio i docenti di terza fascia (i non abilitati). La scuola quella “Buona” voluta da Renzi è pronta, e se qualche Dirigente ha intenzione di chiamare supplenti, non preoccupatevi, dopo 36 mesi di servizio il SIDI cancella dalla lista il precario che non qualificato si permette di garantire il regolare svolgimento dell’attività didattica.

Ora apriamo gli occhi, la realtà è che tra qualche giorno inizierà la scuola, i problemi dello scorso anno si ripeteranno anzi saranno ancora di più.

La scuola non è un ammortizzatore sociale. Le riforme sono necessarie ma si devono fare con criterio sentendo tutte le parti in causa, si devono fare con il buon senso e non usando l’arroganza.

Chi scrive è uno del 55,2% di bocciati al concorso, di questa scuola io non ne faro più parte per scelta. Ho deciso di non presentarmi alle convocazioni per dignità personale.

Gli insegnanti dovrebbero rappresentare la parte più “pensante” di una società. A loro viene affidata una grossa responsabilità che riguarda il futuro. Agli insegnanti si chiede di far crescere un paese, e per fare ciò si devono trasmettere ai discenti non solo le nozioni scolastiche ma anche una serie di principi fondamentali del vivere sociale. Siamo veramente sicuri che gli insegnanti sono capaci di tutto ciò?

Siamo quelli più divisi in assoluto: quelli di ruolo, quelli in GAE, quelli in GM, abilitati TFA, abilitati PAS e terza fascia, tutti gli uni contro gli altri in una lotta tra poveri. Siamo quelli bravi a lamentarci, a fare le discussioni da bar, ma siamo incapaci di prendere posizione e farci sentire. A tutti i colleghi, (dovrei dire ex colleghi), che sono stati mandati a centinaia di km da casa dopo decenni di servizio, a tutti i precari di qualsiasi ordine faccio una domanda: «Secondo voi se fossimo stati tutti uniti nel non presentarci alle convocazioni o alla presa in servizio, dopo due giorni di protesta “l’uomo solo al comando” sarebbe stato ancora così stupido da non prenderci sul serio?»

Dal divano di casa, su Facebook, Whats App, Twitter etc etc, siamo tutti rivoluzionari ma nel mondo reale ognuno pensa al proprio orticello. Per coloro che mi potrebbero rispondere abbiamo famiglia, mutuo casa, rispondo: Ho due bambini, mia moglie è anche precaria della scuola, mutuo casa e non abbiamo altri redditi. O si ha il coraggio di ribellarsi o non si deve avere il diritto di lamentarsi.

Vi auguro un buon inizio di anno scolastico.

Vincenzo Zito

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