Bocciati al concorso a crocette? Non sarà questo a fermarci, entriamo in classe a testa alta. Lettera

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inviata da Michela Agostini  – Innanzitutto un caro saluto al pubblico di lettrici e lettori di Orizzonte Scuola. Sono una giovane insegnante che, a distanza di quasi una settimana dalla prova scritta del Concorso Ordinario per la Classe A19 (Filosofia e Storia), ha voluto condividere con voi il proprio punto di vista.

Mi preme fin da subito sottolineare che anche io purtroppo rientro in quella vastissima fascia di insegnanti che non hanno superato la prova.

Nei giorni immediatamente successivi al “test a crocette” ho avuto modo di leggere molti articoli al riguardo.

Condivido il dispiacere, il rammarico, la perplessità e la difficoltà di rapportarsi ad un test quando si tratta di discipline che utilizzano l’argomentazione e la discussione per giungere al cuore degli studenti.

“Cuore”, questa parola è presente anche nel titolo che ho voluto dare alla seguente esposizione.

Ciò che mi ha spinto a scrivere sono stati anche e soprattutto i commenti di coloro che si chiedevano come sarebbero potuti tornare in aula dai propri studenti, dopo il mancato superamento di tale prova oppure di coloro che hanno deciso di rinunciare a tale carriera. La mia non vuole essere un’ennesima lettera negativa ma anzi di fiducia e speranza. A tutti coloro che non ce l’hanno fatta come me e siamo in molti, dico di tornare in classe a testa alta, non sarà certo una prova a fermare il sogno di una vita.

E’ stato un treno, un’occasione che abbiamo abbracciato, non è andata come volevamo ma ciò non significa che non siamo dei validi insegnanti. E’ grazie all’esperienza che abbiamo avuto modo di maturare se siamo riusciti a raggiungere l’anima dei nostri studenti, a guadagnare la fiducia non solo di loro ma anche delle famiglie, la stima dei colleghi, dirigenti e dell’intero personale che vive ogni giorno all’interno della scuola.

Una persona speciale che per me rappresenta una sorta di seconda mamma mi ha detto di pensare ai traguardi raggiunti e a quelli che sicuramente raggiungerò.

Di conseguenza una sera mi sono presa una pausa dalla vita frenetica che da anni sto vivendo, ho tolto le vesti di “Bianconiglio”, sempre di corsa, per indossare quelle della “Bella Addormentata”. Ecco allora che ho visto scorrere finalmente e per la prima volta la mia vita. Il diploma di liceo pedagogico, la laurea triennale in Studi Umanistici, la laurea Magistrale in Storia e Filosofia. Il corso di professionalizzazione Esperto nei Processi di Apprendimento, il Master in Bisogni Educativi Speciali, ulteriori corsi di aggiornamento e altri, come quello che mi ha permesso di conseguire il titolo di Esperto nella Didattica Innovativa. Il corso di Alta Formazione Esperto in Orientamento Scolastico. Le diverse certificazioni informatiche e una settimana prima del concorso la conclusione del Master A18 (Filosofia e Scienze Umane).

Dimenticavo ho soltanto 29 anni, alle spalle ho tutto questo e in più l’esperienza maturata all’interno della scuola. Che dire non posso non ringraziare gli insegnanti che mi hanno accompagnata lungo il percorso di crescita e formazione, i colleghi, la
famiglia e soprattutto i miei cari studenti. Sono loro che ogni giorno mi spingono a mettermi alla prova, a migliorare, a non mollare. Ho ancora molti progetti in mente che intendo realizzare ma prima di salutarvi volevo concludere riportando alcune
parole di Jean-Jacques Rousseau, oggetto della prova finale inerente il mio ultimo Master conseguito e che cerco di perseguire ogni giorno:

Per concludere, insegnate al vostro allievo ad amare tutti gli uomini, anche quelli che disprezzano i loro simili; fate in modo che non si rinchiuda in nessuna classe sociale, ma si ritrovi in tutte; dinanzi a lui parlate del genere umano con tenerezza, con pietà, ma giammai con disprezzo. O uomo, non disonorare l’uomo”.
(Emilio o dell’educazione, Jean-Jacques Rousseau)

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