Bocciare costa? Lo Stato chieda un risarcimento alle famiglie

di redazione
ipsef

dp – Nell’era dei tagli e dei risparmi bisogna far la cresta su tutto, anche sulle bocciature. Italia oggi, riprendendo le statistiche divulgate dal ministero dell’istruzione, ha fatto i conti in tasca allo Stato sui costi delle bocciature a scuola. Bocciare costa oltre il 6% in più della spesa complessiva messa a disposizione per l’intero percorso scolastico di uno studente.

dp – Nell’era dei tagli e dei risparmi bisogna far la cresta su tutto, anche sulle bocciature. Italia oggi, riprendendo le statistiche divulgate dal ministero dell’istruzione, ha fatto i conti in tasca allo Stato sui costi delle bocciature a scuola. Bocciare costa oltre il 6% in più della spesa complessiva messa a disposizione per l’intero percorso scolastico di uno studente.

Secondo le statistiche, il costo di uno studente regolare è in media 88.700 euro, cifra che sale a 109.420 euro se si prosegue gli studi fino al diploma di scuola superiore. I costi, però, possono lievitare se lo studente viene bocciato, addirittura arrivare alla maturità con due bocciature costa fino al 12,6% in più rispetto ad un percorso normale.

Che fare? Il quotidiano punta il dito sull’orientamento e chiede di orientare bene gli studenti nella scelta degli studi, farebbe sicuramente risparmiare qualcosina. Chiaramente si punta il dito contro gli insegnanti, che evidentemente non "orientano bene".

Si potrebbero, però, pensare altre soluzioni. Possibile che studenti e famiglie non abbiano responsabilità del fallimento scolastico? Nell’epoca in cui si tassa tutto, pure la prima casa, forse si potrebbe pensare all’introduzione di una tassa sulla bocciatura, come risarcimento per i costi aggiuntivi che lo Stato deve affrontare.

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