Bocciare costa, 8mila euro ad alunno. Troppo, secondo il Ministro. Centemero, la risposta non è assumere precari

di redazione
ipsef

red – Quanto costa una bocciatura? Intorno agli 8.000 euro, corrispondente ad un anno ripetuto. Oggi, il Ministro ha riaperto la questione bocciature, già affrontata durante il Ministero Profumo, "un fallimento per la scuola"

red – Quanto costa una bocciatura? Intorno agli 8.000 euro, corrispondente ad un anno ripetuto. Oggi, il Ministro ha riaperto la questione bocciature, già affrontata durante il Ministero Profumo, "un fallimento per la scuola"

Inoltre, dice il Ministro, bocciare non è utile, se è vero il dato per cui è proficuo solo per il 2, 3% dei bocciati.

Insomma, una sciagura.

C’è chi la associa alla meritocrazia, forse sarebbe da associare alla possibilità per l’alunno di poter recuperare quegli obiettivi e competenze necessarie per il proseguo degli studi. Punti di vista: punizione o opportunità?

Di una cosa il Ministro è certa, "la bocciatura è un po’ un fallimento della scuola, perché il compito della scuola è quello di accompagnare il ragazzo nel trovare la sua strada", e soprattutto costa troppo.

Subito dopo i lanci di agenzia che riportavano le parole del Ministro, la responsabile scuola di Forza Italia, è intervenuta a commento, bacchettando la Carrozza: "bocciature non si contrastano con assunzioni"

Il riferimento è alle assunzioni per i precari previste dall’ormai varato Decreto Istruzione. "Accompagnare i giovani, come dice la ministra Carrozza, significa – ha sottolineato la Centemero – anche offrire loro didattica e metodologie adeguate. E questo non si ottiene con le assunzioni in massa di docenti (l’unica politica della scuola che il Pd sa fare) ma mettendo davvero gli studenti al centro del sistema scolastico”

Critiche anche al potenziamento delle misure contro l’abbandono e la dispersione scolastica. Infatti, afferma la Centemero: "Le bocciature sono spesso legate a scarsa motivazione degli studenti e ad alcuni ‘anelli deboli’ del sistema formativo, come la scuola media. Conseguenze sono l’abbandono e la dispersione scolastica. Per una seria azione di contrasto a questi fenomeni, sarebbe stato opportuno rafforzare, nel Dl Scuola, le misure e gli investimenti per l’orientamento (solo 6 milioni di euro contro i 107 per nuove assunzioni) per consentire ai ragazzi di scegliere i percorsi formativi più adatti a loro. Purtroppo, alle nostre richieste in tal senso non sono arrivate risposte adeguate"

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