Boccia: la scuola non è oggetto di autonomia differenziata. Un esempio su numero alunni per classe

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Autonomia differenziata: il Ministro per gli Affari Regionali intervenuto a Barletta durante un convegno, precisa i contorni di quella che è ancora una materia da definire. 

“L’istruzione è una delle quattro materie che saranno delegate – ha spiegato Boccia –  ma in questi mesi da Ministro ho dovuto anche spiegare ad alcune regioni del nord che vanno tenuti fermi i principi della continuità didattica e dell’unità della scuola, da nord a sud, nei grandi centri urbani e nelle aree interne”.

“Non voglio scomodare don Sturzo, ma è di la’ che dobbiamo partire – ha proseguito il Ministro – e questo vuol dire che sul plesso scolastico di un comune non decide l’algoritmo di Roma, decide il sindaco, non dici più: ci sono 22 studenti o 23 in una classe, la dobbiamo chiudere perché non arriviamo a 22; questa cosa se si attua l’autonomia secondo la nostra Costituzione, non succede più perché se dai un range e dici al sindaco che stai chiudendo un servizio, il sindaco lo dice al presidente della Regione e il presidente della Regione nella programmazione trova le risorse con il governo centrale per evitare di chiudere quella scuola, perché in un’area interna chiudere la scuola significa togliere la vita a una comunità”.

“L’autonomia differenziata è scolpita nella Costituzione – ha concluso Boccia –  vi prego non facciamo più l’errore di dire ‘io sono contro l’autonomia’ perché significa essere contro la Costituzione e lo dice Mattarella, l’autonomia rafforza l’unita’ nazionale e allora noi abbiamo il dovere di capire di cosa parla il Presidente della Repubblica quando dice che l’autonomia rafforza l’unita’ nazionale, sta parlando del principio di sussidiarietà che e’ scolpito nella storia della Repubblica”.

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