Bocchino (Gruppo Misto): maggiore tutela alle lavoratrici sottoposte a fecondazione assistita

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F. Bocchino (Gruppo Misto – Italia Lavori In Corso) – Oggi in 11ª Commissione permanente (Lavoro, previdenza sociale) si esaminerà la cd. Delega lavoro del Governo Renzi. Tra i diversi ordini del giorno depositati particolare rilevanza riveste il G/1428/8/11 a prima firma del Sen. F. Bocchino, Vicepresidente della Commissione istruzione, riguardo alla tutela delle lavoratrici sottoposte a trattamenti di procreazione medicalmente assistita.

F. Bocchino (Gruppo Misto – Italia Lavori In Corso) – Oggi in 11ª Commissione permanente (Lavoro, previdenza sociale) si esaminerà la cd. Delega lavoro del Governo Renzi. Tra i diversi ordini del giorno depositati particolare rilevanza riveste il G/1428/8/11 a prima firma del Sen. F. Bocchino, Vicepresidente della Commissione istruzione, riguardo alla tutela delle lavoratrici sottoposte a trattamenti di procreazione medicalmente assistita.

La fecondazione medicalmente assistita non è oggi adeguatamente tutelata in quanto le assenze dal lavoro per risolvere i casi di infertilità documentati sono assimilate alle assenze per malattia.

“L’INPS riconosce, in tali circostanze, al massimo tre settimane (una post operatoria e due dopo il trasferimento dell’embrione) il più delle volte insufficienti a coprire il periodo che va dalla stimolazione al riposo post impianto” afferma il Sen. Bocchino.

“Occorrono specifiche disposizioni che tengano adeguatamente in considerazione non solo il periodo oggettivamente richiesto dalle diverse tecniche di fecondazione assistita ma anche il periodo soggettivamente necessario alla donna per ritrovare il proprio equilibrio psico-fisico” continua il senatore.

Sarebbe auspicabile che tali periodi di assenza non si cumulino alle assenze per malattia, come da normativa vigente, ma siano assimilate alle assenze per gravidanza, maggiormente tutelanti sia ai fini previdenziali che retributivi.

“ A tal fine”, conclude il vicepresidente, “ho, altresì, depositato un emendamento (5.56) che, qualora venisse accolto, amplierebbe la delega al governo in modo tale che questo possa includere i permessi per visite e trattamenti di fecondazione assistita nelle disposizioni in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità. Sarebbe una grande conquista di civiltà etica ancor prima che giuridica”.

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