Blue Whale, gli insegnanti devono parlarne in classe. Lettera

di redazione
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Mario Bocola – Il Blue Whale, la macabra “balena blu” importata dalla Russia è ritornato di nuovo a farsi sentire e sta riprendendo a mietere vittime in alcune regioni italiane, generando un vortice di violenza e un grave tentativo di emulazione.

Proprio l’omologazione, il copiare come fanno gli altri, costringe i nostri adolescenti, ignari della pericolosità, portandoli in un vicolo senza vie di uscita. L’uso spropositato dei nuovi mezzi di comunicazione e della tecnologia può portare a conseguenze serie. Soprattutto nel caso di Blue Whale, il desiderio di emulazione è fortissimo spingendoli a situazioni estreme.

Come può un adolescente non rendersi conto dei pericoli che lo circondano e fare le stesse cose che fanno i suoi coetanei. Siamo, purtroppo, in una fase di drammatica emergenza educativa che va a colpire proprio le fasce più deboli e indifese della società, ossia i giovanissimi che, di fronte a gesti estremi manifestano, a volte indifferenza e disprezzo del pericolo incombente.

Occorre, dunque, che gli insegnanti ne parlino con gli alunni in classe ed anche i genitori in famiglia facendo loro capire che questi comportamenti sono ben lontano dalla formazione dell’adolescente. Ma su questo tema si confrontino anche le altre agenzie educative, le aggregazioni e le associazioni sportive purchè se ne discuti e se ne parli ampiamente.

Prevenire è meglio che curare e fare in modo che la prevenzione parta dalla scuola e dalla famiglia è fondamentale soprattutto per evitare il formarsi di una spirale di stupida omologazione ed emulazioni che porti ad evitare pericolose e tragiche conseguenze. Ė urgente che tutte le agenzie educative si coalizzino per aiutare gli adolescenti a diventare non trappole da ingannare ma soggetti responsabili dei rischi e delle difficoltà reali.

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