Blue Whale, ancora adolescenti caduti nella rete del “gioco del suicidio”. E’ emergenza

di redazione
ipsef

item-thumbnail

Nel Ravennate sono saliti a 3 i casi di adolescenti finiti nella rete del ‘Blue Whale’.

Oltre alla studentessa di qualche giorno fa, i carabinieri sarebbero intervenuti per un altro caso di una tredicenne, mentre uno psicologo ha salvato un altro ragazzino. Ad allarmare sono state le lesioni trovate su un braccio e sulle mani.

Sono stati sempre i familiari, una volta accortisi dei segni su un braccio, ad allertare i carabinieri di Ravenna.

Si cerca di evitare qualsiasi effetto emulativo, per cui ci si muove con molta cautela, ma la ragazzina era arrivata al secondo livello delle varie prove richieste. Infine, per quanto riguarda il terzo caso segnalato, per cui non sarebbe stata ancora presentata formale denuncia, oltre ai tagli sarebbero stati i cambiamenti repentini nei comportamenti del tredicenne a destare sospetti.

Sarebbero 12o i casi riconducibili al fenomeno Blue Whale registrati finora in Italia.

Sono due gli hashtag lanciati dalla campagna di sensibilizzazione: #fermiamolabalena e #adessoparloio, nati  per difendersi dalla pratica che spinge a compiere atti di autolesionismo e azioni pericolose sino ad arrivare al suicidio. Famiglie e ragazzi possono ricevere un aiuto concreto e qualificato via chat, su WhatsApp, al numero 3482574166.

Versione stampabile
Argomenti:
anief
soloformazione