Blocco stipendi. Prima Commissione auspica proroga. D’Alia “mortificante oltre misura per insegnanti”

di redazione
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red – E sulle affermazioni di D’Alia non possiamo che trovarci d’accordo, mentre nella Commissione affari costituzionali inizia a trapelare la consapevolezza di un provvedimento errato che ha trovato massima espressione nella Commissione Cultura

red – E sulle affermazioni di D’Alia non possiamo che trovarci d’accordo, mentre nella Commissione affari costituzionali inizia a trapelare la consapevolezza di un provvedimento errato che ha trovato massima espressione nella Commissione Cultura

Partiamo dal Ministro della P.a., D’Alia, che oggi è stato in audizione alla Camera ed ha affrontato il tema del blocco degli stipendi. Le problematiche del blocco, afferma "vanno senz’altro affrontate, almeno da subito per le categorie le cui normative di riferimento lo consentano, come il comparto sicurezza-difesa". Secondo il ministro, la categoria degli insegnanti è tra le "professioni prive di vere e proprie progressioni di carriera e per le quali pertanto il venir meno delle progressioni anche economiche risulta particolarmente mortificante".

Il blocco contrattuale, ha detto D’Alia, "grava oltre misura, ed è a noi ben presente" per alcune categorie. "Penso ad esempio al corpo docente ed alla funzione eminente da esso assolta nell’interesse della collettività, ed assicuro tutto il mio impegno seguendo del resto, ancora una volta, le chiare attenzioni rivolte al settore dal Presidente del Consiglio. E neanche mi sfugge la frustrazione di quelle categorie che, pur vantando professionalità eccellenti, le vedono riconosciute soltanto a metà negli avanzamenti e nelle promozioni".

Da canto suo la Commissione Affari Costituzionali del Senato procede nel suo iter di parere, nonostante qualche ritardo, ma, “auspica che la presente proroga del blocco della contrattazione e degli automatismi stipendiali costituisca l’ultimo intervento di contenimento di spesa a discapito di una categoria sociale – quella dei dipendenti pubblici – già fortemente colpita da un progressivo processo di oggettivo impoverimento”. I senatori hanno inoltre invitato il Governo a programmare nel primo avanzo di bilancio utile la revoca di tali sacrifici stipendiali. Per un parere definitivo della Commissione, tuttavia, bisognerà attendere le osservazioni della Commissione Bilancio.

Già nelle precedenti sedute alcuni membri della Commissione affari costituzionali avevano espresso dubbi sulla misura e addirittura il Senatore Zanetti (PdL) ha richiamato incertezze su profili di compatibilità costituzionale evidenziati in alcune recenti sentenze della Consulta.

"Si tratta di una sottolineatura rilevante – ha spiegato Marcello Pacifico in un comunciato, presidente Anief e delegato Confedir per la scuola e i quadri – perché conferma l’irragionevolezza della reiterazione del provvedimento, in particolare rispetto ad alcune categorie di dipendenti pubblici, come quelli della scuola che non hanno accesso ad alcun genere alternativo di progressioni di carriera"

Insomma, il cammino senza intoppi del regolamento ipotizzabile qualche settimana fa pare inizia mostrare qualche crepatura, soprattuto per ciò che riguarda i dipendenti della scuola pubblica.

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