Blocco quinquennale, il gruppo ‘No al vincolo’: “Dal Governo una non soluzione. Permettere il ricongiungimento delle famiglie”

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Trepidante è stata l’attesa dei vincolati in merito all’approvazione del decreto sostegni-bis in cui si vociferava di una possibile abolizione del vincolo quinquennale; prevedibile è stato il disappunto degli stessi docenti, quando hanno visto che la bozza prevedeva una semplice riduzione del vincolo da 5 a 3 anni.

“Che dire… la nota positiva è che si sia finalmente presa coscienza del problema, mentre quella negativa è che non si è fatto abbastanza in un periodo come questo, quello della pandemia, in cui la possibilità di ricongiungersi ai propri cari tutela non soltanto il diritto alla famiglia, ma anche quello alla salute”, dice Alessandro Amante, del gruppo “No al vincolo!!”

Il gruppo “No al vincolo!!” chiede infatti che il governo si renda conto che quella adottata è una non-soluzione del problema e che prenda le dovute misure, anche tramite l’approvazione di alcuni attesissimi emendamenti, per permettere da subito ai docenti soggetti a vincolo di potersi ricongiungere alle proprie famiglie ad alla propria rete sociale.

Sarà fondamentale, oltre all’abolizione in toto della norma che, ricordiamolo, ha colpito retroattivamente anche categorie che di vincoli non ne avevano, la tempestiva concessione delle assegnazioni provvisorie, la cui negazione mina fortemente i diritti degli interessati, dell’utilizzazione e della possibilità di svolgere supplenze su altra classe di concorso.

“I vincolati restano vigili e non si accontenteranno di misure che continuano a perpetrare ingiustizie e discriminazioni”, conclude il docente.

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