Blocco docenti per cinque anni, non si può andare al nord per spendere più di quanto si guadagna. Lettera

Stampa

Libero Tassella SBC – Si è cercato di bloccare con un provvedimento di legge restrittivo, come l’ultimo sul blocco quinquennale della mobilità dei docenti neo assunti, i docenti dove essi servono, cioè nelle regioni del Nord est e del Nord ovest e in parte del Centro del Paese.

In pratica in quella parte del Paese che ha conosciuto un progresso, un’evoluzione economica e uno sviluppo lavorativo, a 16 anni in questi territori il lavoro era ed è ancora una prospettiva possibile e allettante.

Chi va ad insegnare al Nord per 1200/1300 euro non provene più da una famiglia della buona borghesia meridionale come per il passato che lo poteva sostenere a lungo..

Si scontano contraddizioni inesistenti in altri Paesi che hanno avuto una crescita economica più omogenea della nostra.

In Italia, con lo “sviluppo a due velocità” , le regioni meridionali e insulari hanno prodotto insegnanti o “insegnanti di ripiego”, mentre quelle settentrionali ora hanno bisogno di insegnanti, ma non riescono a trovarli.

Ci sono DS che hanno il 60% dei posti ancora scoperti all’inizio di quest’anno scolastico. Il dato che più preoccupa è che tranne i neolaureati, con un appoggio al Nord, nessuno è più disponibile ad andare a lavorare per uno stipendio che si vanifica nelle spese alla terza settimana se non prima, anzi si potrebbe dire che pur volendo è addirittura impossibilitato ad andarci..

Prima o poi sarebbe capitato ed era ampiamente prevedibile e potrebbe diventare una nuova emergenza nazionale, altro che mettere dei tappi come fa la legge 159, rimedi del genere potrebbero far esplodere la situazione già esplosiva, basta analizzare i fatti sul reclutamento 20/21: scarsa adesione alle immissioni in ruolo, scarsa adesione alla Call veloce.

Un tappo che va tolto perché complica e non agevola i problemi, iniziativa ispirata da un’ottica, consentitemi di dire, retrograda e inadeguata.

Solo una classe politica miope e cialtrona poteva non accorgersene. Questa sperequata differenza tra domanda ed offerta è la ragione vera dei problemi del precariato e del reclutamento italiano, è una ragione storica che non si combatte con una legge come il blocco dei 5 anni che paradossalmente ha un effetto opposto rispetto alle intenzioni del legislatore.

Siamo bravi in Italia a imporre leggi impopolari, sulla scuola poi , siamo stati veramente impeccabili dal 1861 a oggi gli insegnanti sono sempre stati sottopagati anche se rivestiti di retorica e di medaglie, si pensi al periodo umbertino o peggio a quello fascista.

Allora però erano i figli e le figlie dei borghesi del Nord a venire al Sud a insegnare, come raccontano nei loro diari, ora sono i figli e i nipoti dei contadini del sud ad andare al Nord.

Ma il sistema è ormai al collasso. Non si può andare al nord per spendere più di quanto si guadagna e per bruciare i pochi risparmi e fare debiti soprattutto se si ha una famiglia da mantenere.

Io credo che quando il legislatore legifera debba avere una coscienza storica e etica dei problemi.

Le leggi non sono entità astratte hanno la loro ragione nella giustizia quindi nella storia e nell’etica dei costumi così come si sono storicamente determinati.

Stampa

Eurosofia: Analisi Comportamentale Applicata (ABA) tra i banchi di scuola. Non perderti questa grande opportunità formativa