Con il blocco delle retribuzioni persi 200 euro al mese e 2.500 euro a testa

di Giulia Boffa
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GB – Secondo la Cgil, come scrive il quotidiano "Il Messaggero"  gli statali hanno perso 200 euro al mese in termini reali (a causa del mancato adeguamento rispetto all’indice dei prezzi).

GB – Secondo la Cgil, come scrive il quotidiano "Il Messaggero"  gli statali hanno perso 200 euro al mese in termini reali (a causa del mancato adeguamento rispetto all’indice dei prezzi).

In media sono 2.500 euro a testa, in quanto negli ultimi 36 mesi le restribuzioni non hanno recuperato l’8,1% di aumento dei prezzi che si è registrato nel periodo, nonostante l’inflazione sia ben sotto il 2% in meno rispetto agli anni scorsi.

Tra il 2011 e il 2014 si parla di un calo di sette miliardi con il passaggio da 169 a 162 miliardi.

L’Aran ha affermato che nella fase interessata dal congelamento di stipendi e scatti, lo Stato, soprattutto a causa della stretta legata al mancato turn-over, ha perso 120 mila lavoratori: secondo i dati del Conto annuale della Ragioneria generale dello Stato i dipendenti pubblici erano già diminuiti di 150 mila (da 3,43 milioni a 3,28 milioni) con un -4,3%. Adesso siamo a poco più di 3 milioni.

Dal 1979 le casse pubbliche non spendevano così poco per finanziare i salari dei propri lavoratori.

Dal 2010 ad oggi, gli statali e i loro colleghi delle Pubbliche amministrazioni territoriali hanno perso, sotto forma di mancati aumenti, circa il 9,2% dello stipendio.

Ci sono da contare anche gli effetti rovinosi che il congelamento produrrà in futuro sugli assegni previdenziali, in particolare per chi si prepara ad andare in pensione nell’arco dei prossimi tre anni. Il giornale fa un esempio: chi ha dovuto rinunciare a 7mila euro come mancati aumenti e andrà in pensione nel 2014-15 riceverà un assegno più leggero di 5 mila e 400 euro annui rispetto a quella che avrebbe ottenuto in condizioni normali.

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