Blocco contratti fino 2014. Sindacati sul piede di guerra, Gilda preoccupata per scatti 2012

di redazione
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red – Pare che i sindacati non abbiano intenzione di fare alcun passo indietro, nonostante l’invito del Ministro D’Alia che ha definito inevitabile il blocco degli stipendi fino al 2014. Gilda: "si apra confronto". CISL: "misura iniqua". ANIEF: "si viola la costituzione".

red – Pare che i sindacati non abbiano intenzione di fare alcun passo indietro, nonostante l’invito del Ministro D’Alia che ha definito inevitabile il blocco degli stipendi fino al 2014. Gilda: "si apra confronto". CISL: "misura iniqua". ANIEF: "si viola la costituzione".

"Il blocco di questi ultimi 4 anni, – dice la Gilda – l´ultimo aumento degli stipendi è del 2009, ha impoverito i docenti che hanno visto ridurre il proprio potere d´acquisto di oltre il 15%, aggravando il già significativo divario tra le retribuzioni degli insegnanti italiani e quelle dei loro colleghi europei. A questo si aggiunge la possibilità che il blocco agisca anche sul recupero dello scatto di anzianità del 2012, penalizzando così doppiamente gli insegnanti."

Preoccupazione anche per un eventuale mancato recupero dello scatto 2012, sancito da un accordo ARAN ma per il quale non è ancora iniziata la contrattazione, "avrebbe inoltre – continua il comunicato Gilda – ricadute negative anche sulle pensioni, impedirebbe di fatto a molti docenti di conseguire l´ultimo stipendio tabellare, quello del trentacinquesimo anno, e quindi di percepire il massimo pensionabile".

Necessario, per la Gilda degli Insegnanti aprire un confronto prima di varare il decreto. "Nel caso in cui, invece, – conclude il sindacato – il provvedimento fosse approvato, il sindacato avvierà iniziative di protesta e giudiziarie per impedire il blocco del contratto e della progressione di anzianità.

Altrettanta preoccupazione viene espressa dalla CISL, che con  un comunciato, invoca come necessaria l’apertura di una nuova stagione contrattuale. "Riaprire una stagione contrattuale – ha affermato Scrima – non interessa solo i lavoratori, ma la stessa parte pubblica, che potrebbe fare del contratto un passaggio chiave per ottenere, insieme alla valorizzazione del lavoro, una crescita di qualità del sistema. Ne abbiamo bisogno come paese per essere più competitivi, oltre che per contrastare efficacemente la piaga della dispersione e degli abbandoni."

Parole di soddisfazione sono state, invece, rivolte alla VII commissione cultura al Senato, che ha espresso osservazioni contrario alla proroga del blocco degli stipendi fino al 2014 ed ha invitato all’apertura di una nuova stagione contrattuale.

"Apprezziamo molto – ha detto Scrima – l’attenzione rivolta alla scuola nel parere espresso dalla 7ª Commissione “Istruzione” del Senato sullo schema di decreto riguardante il blocco della contrattazione e degli automatismi per il pubblico impiego.  Un fatto positivo, ancor più perché il parere è condiviso in modo unanime dalla Commissione, grazie anche alla determinazione con cui ha condotto i lavori la relatrice Puglisi. Non si tratta, per la scuola, di ritagliarsi spazi privilegiati di  tutela: il blocco dei contratti è una misura iniqua per tutto il
pubblico impiego."

Secondo Marcello Pacifico, presidente Anief e delegato Confedir per la scuola “si tratta di una presa di posizione rilevante perché smonta, finalmente anche tra i politici usciti dall’ultima tornata politica nazionale, lo scenario penalizzante per milioni di lavoratori che il Governo uscente aveva prefigurato per far quadrare i conti in rosso dello Stato. Anche i senatori della settima commissione Cultura hanno probabilmente compreso che sarebbe meglio attendere la sentenza della Corte costituzionale prevista per il prossimo mese di novembre”.

Secondo Anief e Confedir un’eventuale approvazione del provvedimento di proroga del blocco violerebbe, infatti, gli articoli 1, 4, 36, 39 e 53.

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