Blocco 5 anni docenti, Bruschi: superare anche spezzoni orario e riflettere su organico di fatto

di redazione
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L’ispettore del Miur Max Bruschi, tramite un post su FB, ha commentato l’emendamento al decreto semplificazioni, volto a introdurre per tutti i docenti, dall’infanzia alla secondaria, il blocco quinquennale nella scuola di assunzione.

Blocco quinquennale: l’emendamento

Nello specifico, l’emendamento prevede quanto segue:

“Il vincolo di cui all’articolo 13, comma 3, terzo periodo, del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 59, come modificato dalla legge 30 dicembre 2018, n. 145, si applica al personale docente ed educativo di ogni ordine e grado di istruzione, qualunque sia la procedura utilizzata per il reclutamento.”

Ciò comporterà il fatto che docenti ed educatori dovranno garantire una permanenza nella stessa sede di lavoro per almeno cinque anni. Dovranno, inoltre, garantire per lo stesso arco di tempo la permanenza nella stessa tipologia di posto e classe di concorso.

Blocco quinquennale: commento Bruschi

L’ispettore evidenza che il cambiamento introdotto sarebbe di natura anche culturale, in quanto si sposterebbe l’asse principale dell’attenzione del decisore politico dal lavoratore all’alunno, garantendo la continuità didattica

Se l’obiettivo è, dunque, la continuità didattica, prosegue Bruschi, si dovrebbero rivedere altre questioni:

Organico di fatto a parte (sul quale andrebbe fatta una riflessione qualitativa e quantitativa, per capire quali cattedre abbiano caratteristiche di stabilità nel tempo), la prima (che si intreccia con l’organico di fatto) riguarda gli “spezzoni“.

A causa degli spezzoni orario, infatti, vi sono classi che cambiano continuamente docente, con esiti tutt’altro che positivi in termini di apprendimento.

Mi domando – conclude l’Ispettore –  se non sia il caso di ragionare sui criteri per la definizione dell’organico dell’autonomia, in modo da indirizzarlo, viste le non poche situazioni di posti “scoperti”, al completamento degli “spezzoni”; lo stesso strumento (seconda situazione), peraltro, potrebbe essere utilmente impiegato per la riduzione di situazioni di esubero o soprannumero.

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