Blangiardo (Istat): “La statistica è importante anche a scuola, occorre valutare bene i dati fin da piccoli”

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Durante il talk con il portale Skuola.net, Il Presidente dell’Istat, Gian Carlo Blangiardo, ha spiegato ai ragazzi l’importanza della statistica per capire il mondo in cui vivono e per conoscere davvero come si comporta la Generazione Z.

“Acquisire competenze di statistica sin da bambini – sottolinea il Presidente Blangiardo – è utile non tanto per farne degli statistici, ma per farne delle persone in grado di cogliere la realtà del mondo in cui vivono in maniera corretta. È inevitabile che l’uso di indicatori statistici sarà estremamente frequente nella loro vita. E in futuro sarà sempre di più così. Noi dobbiamo mettere in grado i nostri ragazzi di usare questi strumenti e prendere le decisioni più corrette. Aiutandoli a vivere meglio in termini di conoscenza e consapevolezza”.

I numeri dell’Istat servono anche a capire la scuola

I numeri che produce l’Istat mettono anche in evidenza alcuni fenomeni che riguardano i giovani che necessitano di una particolare attenzione: il bullismo, la sedentarietà e l’obesità.

Blangiardo spiega che 2 ragazzi su 10 sono vittime di bullismo almeno una volta al mese, 1 su 5 non pratica sport e più di 2 milioni tra bambini e adolescenti – equivalenti al 25% della popolazione tra i 3 e i 17 anni – sono in sovrappeso.

Un altro tema che interessa da vicino i giovanissimi è la tecnologia in casa, specie da quando la didattica a distanza li ha ‘costretti’ a seguire le lezioni online.

Peccato che quasi il 34% delle famiglie non disponga ancora di un computer o di un tablet, pur essendo strumenti ormai fondamentali. E, tra queste, quasi il 15% ha in famiglia un bambino o un ragazzo che deve potersi collegare con la scuola. Inoltre, non sempre è sufficiente possedere un solo dispositivo, ci sono famiglie più numerose: tra quelle che hanno pc e tablet in casa, appena 1 su 5 ne ha un numero sufficiente per ogni componente.

Alla fine, tra i ragazzi e i bambini in età scolastica, oltre il 12% è senza un device e più della metà deve condividerlo con gli altri membri della famiglia. Lacune da colmare assolutamente.

Il Censimento permanente sui banchi di scuola

Proprio con questo obiettivo lo scorso anno scolastico è nata l’iniziativa “Il Censimento permanente sui banchi di scuola” che nella prima edizione, svolta in un anno particolare come il 2020, è riuscita a coinvolgere 4.700 ragazzi, 250 classi e 150 istituti.

Promossa dall’Istat, grazie alla collaborazione del Ministero dell’Istruzione, in particolare della Direzione Generale per lo Studente, l’Inclusione e l’Orientamento Scolastico, visto il successo riscontrato, torna anche nell’anno scolastico 2020/21.

L’iniziativa, rivolta agli studenti delle classi terza, quarta e quinta della scuola primaria e prima, seconda e terza della Scuola secondaria di primo grado, prevede un percorso che permetterà loro di acquisire maggiore consapevolezza sull’utilità dei Censimenti permanenti e mettere alla prova la loro immaginazione.

Partecipando a un contest, suddiviso in due fasi: una competizione statistica, le Censigare, e un concorso creativo sul tema “Censimento e territorio”.  Per aderire all’iniziativa, ciascuna classe dovrà essere iscritta dal proprio docente attraverso il sito dedicato scuola.censimentigiornodopogiorno.it entro il 31 dicembre 2020. In seguito, a fine marzo 2021 si svolgeranno le Censigare, mentre il progetto creativo dovrà essere consegnato a fine aprile 2021.

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