Binetti (UDC): “Si avvicina il 7 gennaio, ma niente è stato fatto per garantire un efficace ritorno”

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“Qualcuno sostiene che la debolezza di questo governo alla fin fine sia la ragione principale della sua presunta forza. Almeno fino a quando la corda non si spezzerà”.

“Da mesi si sente parlare di rimpasto, almeno per sostituire le fragilità più vistose nel Consiglio dei Ministri, e non si tratta solo dell’Azzolina e del dramma che si profila all’orizzonte nella data fatidica del 7 gennaio. Quando tutti gli studenti torneranno a scuola nelle zone ormai tinte di giallo, ma senza che niente, niente di niente, sia cambiato nella gestione del ritorno”.

“Non i trasporti che continuano ad essere punti forti di trasmissione del virus. Non l’impianto della didattica che continua ad oscillare tra una scadente DAD, fatte salve alcune lodevoli eccezioni, e una farraginosa burocrazia in cui l’esasperato controllo digitale di ogni procedura, anche la più semplice come registrare un voto, o peggio ancora un compito in classe, divorano tempo e pazienza dei docenti. Non in quell’atto di giustizia dovuta alla scuola paritaria, schiacciata non solo dalle difficoltà economiche, ma anche e soprattutto da un insieme di normative che la rinchiudono in una bolla sospettosa. Non sia mai che agli studenti nelle scuole paritarie si dedichino cure maggiore di quelle che abitualmente sono richieste dalla pratiche normative”.

Lo afferma la senatrice dell’UDC, Paola Binetti.

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