Binetti (Udc): nei 238 articoli del Decreto rilancio nessuna proposta positiva per scuole paritarie

di redazione

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Paola Binetti, Udc, sottolinea, in una nota pubblicata dall’agenzia Dire, la mancanza di proposte positive nel decreto rilancio per le scuole paritarie.

“Il Governo continua l’azione persecutoria, in modi solo apparentemente più raffinati e pseudo-legali, nei confronti delle scuole paritarie. Le vengono negati diritti previsti non solo dalla Costituzione, ma anche dalla legge 62/2000, laddove si definisce il Sistema della istruzione pubblica, nella sua duplice dimensione statale e paritaria. Peccato che di paritario le scuole non statali abbiano solo gli obblighi, che soffocano la loro vita ordinaria e nessuna delle molteplici agevolazioni di cui gode la scuola statale in termini di finanziamenti. Il Decreto Rilancio, nei suoi 238 articoli, non contiene nessuna proposta positiva per un effettivo rilancio della scuola paritaria, frequentata da circa un milione di studenti, spesso con notevoli difficoltà da famiglie che intendono esercitare il loro diritto alla libertà di educazione. L’unico articolo dedicato alla Scuola paritaria riguarda i servizi all’infanzia e le scuole materne (0-6 anni) e nasce dalla vistosa carenza dei medesimi servizi nella scuola statale. L’inadeguatezza dei servizi in questo arco di età obbliga moltissime donne a ritardare il ritorno al lavoro, con le conseguenze che è facile immaginare”. Così Paola Binetti, Udc.

“Il cosiddetto Decreto Rilancio compie l’ennesima ingiustizia nei confronti della scuola paritaria, discriminando le loro esigenze emerse con forza in questi giorni. La drammatica chiusura delle scuole, da marzo e settembre, la necessità di attivare una didattica a distanza con la complessità che ha comportato per insegnanti e famiglie, la crisi economica che pende su tutto il Paese, avrebbe richiesto proprio in sede di Rilancio del Paese una linea politica più equa e qualificante nei confronti del sistema scolastico nel suo insieme. Bocciata la detraibilità delle rette da parte di famiglie, su cui grava interamente il costo della scuola statale oltre a quello della scuola paritaria frequentata dai figli, bocciata l’ipotesi di istituire il costo standard per ciascun studente, qualunque tipo di scuola frequenti, resta la pressione fiscale, la giungla di normative sempre più invasive. Nessun riconoscimento al servizio pubblico svolto dal sistema delle scuole paritarie in termini di qualità della proposta formativa, di spinta concreta all’innovazione in campo didattico, oltre al risparmio oggettivo che un milione di studenti che frequentano una scuola diversa da quella statale. L’ideologia statocentrica, retaggio di una cultura che credevamo archiviata, continua a colpire la società italiana, mortificandone le legittime aspirazioni di libertà e di autonomia. In questo clima economico-culturale sempre più asfissiante non si vedono davvero molte prospettive di rilancio”, conclude Binetti.

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