Bindi: “Rileggere oggi Don Milani significa dare una sveglia alla politica italiana”

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L’importanza del pensiero di Don Lorenzo Milani è stata sottolineata da Rosy Bindi, ex ministro e presidente del comitato nazionale per le celebrazioni del centenario della nascita di Milani.

Durante un incontro a Pavia, organizzato dall’Azione Cattolica e dedicato al fondatore della scuola di Barbiana, Bindi ha evidenziato la crescente diseguaglianza educativa in Italia, un problema che Milani aveva già identificato decenni fa, definendo la scuola l'”ottavo sacramento”.

Bindi ha rimarcato che l’Italia figura tra i paesi europei con il maggior numero di abbandoni scolastici, in particolare tra i figli delle famiglie meno abbienti che frequentano istituti tecnici. La situazione si aggrava quando si parla di accesso all’istruzione superiore, con molti studenti che protestano contro gli affitti elevati mentre i loro coetanei economicamente più avvantaggiati proseguono tranquillamente gli studi. Questa disparità evidenzia una frattura sociale che si allarga, con una tendenza crescente verso l’individualismo e una fuga dalle responsabilità collettive.

L’ex ministro ha poi ricordato come Don Lorenzo Milani abbia sempre educato i suoi studenti al rispetto delle leggi, ma anche alla necessità di lottare per migliorarle quando ingiuste. La critica verso chi propone soluzioni punitive, come mandare i genitori in prigione se non mandano a scuola i figli, mostra quanto sia attuale il messaggio di Milani.

Nel contesto attuale, dove persino la vita privata dei magistrati viene indagata se questi si rifiutano di applicare norme ritenute crudeli, il richiamo di Bindi al rispetto della divisione dei poteri fondamentali dello Stato e alla Costituzione risuona come un monito e un invito a riscoprire i valori comunitari ed educativi promossi da Don Lorenzo.

Rileggere oggi Don Milani, secondo Bindi, significa dare una sveglia alla politica italiana, che sembra aver perso di vista l’importanza di un’educazione inclusiva e di una società più equa. La riflessione sulla diseguaglianza educativa e sulle barriere economiche che impediscono l’accesso all’istruzione è un passo necessario per indirizzare il Paese verso un futuro di maggiore giustizia sociale ed educativa.

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