Bimbo affetto da fibrosi cistica rifiutato dalla scuola: il ministro Profumo chiede una relazione sulla vicenda

di Giulia Boffa
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Giulia Boffa – E’ di pochi giorni fa la notizia, rimbalzata su tutti i giornali, che un bambino di 5 anni  di Montepaone, in provincia di Catanzaro, affetto da fibrosi cistica, si è visto negare l’iscrizione alla  scuola d’infanzia perché accusato dalla dirigente di essere "infettivo".

Giulia Boffa – E’ di pochi giorni fa la notizia, rimbalzata su tutti i giornali, che un bambino di 5 anni  di Montepaone, in provincia di Catanzaro, affetto da fibrosi cistica, si è visto negare l’iscrizione alla  scuola d’infanzia perché accusato dalla dirigente di essere "infettivo".

 In seguito a questo rifiuto i genitori si sono rivolti alla Lega italiana fibrosi cistica ed hanno denunciato l’accaduto. 
 
Ma ora lo stesso ministro Profumo vuole vederci chiaro nella vicenda ed ha chiesto al direttore dell’Ufficio regionale scolastico della Calabria, Francesco Mercurio, una relazione su quanto accaduto.
 
Giovanna Esposito Vivino, la dirigente dell’ istituto comprensivo "Don Squillace", di cui fa parte la scuola "Suor Salvatorina Casadonte", a cui si sarebbero rivolti i genitori per iscrivere il piccolo e da cui avrebbero ricevuto il rifiuto, si difende affermando in una intervista ad un giornale calabrese locale che " Non c’è stato nessun rifiuto nei confronti del bambino affetto da fibrosi cistica nella scuola dell’infanzia di Montepaone, perché nessuno ha mai presentato richiesta di iscrizione. Pertanto non vi è mai stato neppure un rifiuto, che ritengo impensabile sia dal punto di vista etico che legale. 
 
Apprendo dalla stampa la denuncia di una madre e me ne dispiaccio, perchè ho sempre agito nel rispetto delle persone e delle varie situazioni familiari che si sono presentate nel corso della mia carriera, cercando di trovare soluzioni condivise nel totale interesse dei bambini, e in particolare di quelli bisognosi di cure e di maggiore assistenza. Ho avviato progetti a favore di tutti i bambini collaborando con gli stessi genitori con i quali ho instaurato un rapporto di reciproco aiuto. La scuola di Montepaone è sempre stata, e continuerà ad essere aperta a tutti senza discriminazioni e disuguaglianze".
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