Quando il bidello “coccolava” il prof. con il caffé della Moka. Lettera

di redazione
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Concetta Colombo – Gentile redazione, sono una collaboratrice scolastica a tempo indeterminato dal 1990 e, come tutti ben sappiamo, da allora la scuola ha subito importanti trasformazioni.

In seguito a degli episodi specifici avvenuti nel contesto scolastico in cui lavoro, mi è venuto spontaneo scrivere questa lettera, il cui scopo è quello di condividere con più persone possibili le condizioni in cui il personale ATA è costretto a svolgere il proprio lavoro a seguito dei continui tagli di fondi. Molto spesso, infatti, i numeri dell’organico non vengono adeguati alla sempre crescente mole di lavoro che gli viene attribuita, al punto che si creano situazioni paradossali come quella in cui lo stesso collaboratore scolastico ha il compito di vigilare contemporaneamente su più piani, neanche fosse dotato del dono dell’ubiquità!

Dinanzi a queste problematiche, le reazioni dei diretti interessati sono diverse: c’è chi prende la situazione come viene e chi invece si fa in quattro per poter far funzionare tutto nel migliore dei modi.

Purtroppo quest’ultimo atteggiamento non sempre viene apprezzato dai Dirigenti che, invece di capire ed essere riconoscenti con noi, si manifestano esigenti, magari sobillati dalle lamentele dei genitori che ignorano, più o meno volontariamente, le difficoltà e le fatiche che ogni giorno ci troviamo ad affrontare.

Ricordo con nostalgia i miei primi anni di lavoro, quando il numero dei collaboratori scolastici era maggiore e, di conseguenza, il nostro contributo alla gestione della scuola migliore, al punto che avevamo persino il tempo di coccolare i professori durante la ricreazione facendo loro il caffè con la vecchia moka. Adesso nelle scuole ci sono solo le macchinette automatiche e il più delle volte ci si dimentica anche che esistano…

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