Bianchi: “Se la scuola diventa un luogo di ansia e di violenza, costruisce una società violenta. No alla severità per affrontare le prove”

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“Sento in questi giorni cose che mi fanno venire i brividi: riportare a scuola la severità, l’ansia e la sofferenza nell’affrontare le prove”.

Così il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, intervenendo alla presentazione dei ‘Primi Orientamenti Nazionali per i Servizi Educativi per l’Infanzia’ realizzati dalla Commissione nazionale zerosei.

“Se la scuola diventa un luogo di ansia e di violenza, costruisce una società violenta. Proprio dall’educazione dei più piccoli deve partire l’idea che se la scuola non è luogo degli affetti ma della violenza, crea una società violenta. C’è una spinta autoritaria che parla di una scuola severa. Dobbiamo invece ripartire dall’idea che la scuola o è democratica o non esiste. Su questo non sono disposto a tornare indietro”. 

“Abbiamo un dibattito in corso – ha proseguito il ministro – che rimanda un’immagine della nostra scuola che non corrisponde alla realtà ed è offensiva dei bambini e dei ragazzi che la frequentano e di chi ci lavora. Questa idea di una scuola che non funziona che cade a pezzi, che non insegna si fonda su stereotipi offensivi ed è frutto di un racconto fatto da persone che non hanno l’umiltà di entrare chiedendo permesso, osservare, ascoltare e poi raccontare. Abbiamo centinaia di buonissime pratiche. Dobbiamo farle diventare patrimonio comune, valorizzando l’autonomia scolastica che stimola la responsabilità di ciascuno, anche delle famiglie, non solo rispetto al proprio bambino, ma rispetto alla comunità rappresentata dalla scuola”.

Bianchi ha ricordato le risorse messe in campo per il segmento 0-6 anni nel Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), 2,4 miliardi per gli asili nido e 600 milioni per la scuola dell’infanzia, che si aggiungono a 700 milioni già stanziati.

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