Bianchi scopre le carte sul Pnrr: porterà aiuti a studenti della secondaria, a giovani senza diploma e a chi vive in territori difficili. Anief: interventi condivisibili, ma non prioritari

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Il Pnrr Istruzione si realizzerà su tre azioni diverse: uno stanziamento di 500 milioni, per interventi nella fascia di età compresa tra i 12 e i 18 anni; l’azione per assegnare un diploma a giovani tra i 18 e i 24 anni che hanno abbandonato la scuola; progetti per il potenziamento delle competenze di base e progetti nazionali nelle aree più periferiche e fragili delle città e del Paese.

A ciò si aggiunge “un investimento rilevante per il contrasto ai divari territoriali e alla dispersione scolastica: 1,5 miliardi da qui al 2026 per iniziare a invertire la rotta e contrastare un fenomeno che registriamo da molti anni”. A scriverlo è oggi il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, in con una lettera aperta inviata alla redazione di Orizzonte Scuola, nel dibattito sulla dispersione scolastica e i fondi del PNRR dati alle scuole.

LA REPLICA DELL’ANIEF

“Il problema – replica Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – è che nemmeno una parte di 15 miliardi del Piano nazionale di ripresa e resilienza viene spesa per le vere priorità da attuare per risanare le nostre scuole: il dimezzamento degli alunni per classi, l’allestimento di aule più grandi, l’innalzamento del tempo scuola, il ritorno alle compresenze dei docenti e degli specializzati nella lingua alla primaria, la stabilizzazione del personale precario, l’introduzione di carriere e profili professionali”.

“Pensare di sostenere l’istruzione pubblica – continua Pacifico – senza predisporre nemmeno uno di questi obiettivi, significa andare incontro ad un fallimento sicuro. Tutto il resto, anche se condivisibile e utile, come il supporto alle aree territoriali meno fortunate, quindi soprattutto del Sud, non può essere affatto risolutivo: gli stessi esiti delle prove Invalsi, pubblicati ieri, con quasi la metà degli studenti italiani che non raggiunge la sufficienza nè in italiano nè in matematica, confermano che occorrono interventi straordinari che vadano a cambiare l’assetto dell’intero sistema”.

LE ALTRE RICHIESTE DEL MINISTRO

Sempre oggi, Bianchi ha chiesto anche alle “scuole di individuare un gruppo di lavoro che coordini le attività, con uno o più docenti referenti”, promettendo, a nome del Ministero, “indicazioni per l’attuazione e per il raggiungimento dei target indicati dal Pnrr, per il monitoraggio e per la rendicontazione”. Inoltre, “azioni specifiche sono previste inoltre nell’ambito dei fondi strutturali europei (PON 2021-2027) con attenzione particolare alle scuole del primo ciclo, in modo da garantire un’assoluta sinergia con questa specifica azione del Piano che ha il suo target principale nella fascia 12-18 anni. Altre misure del nostro Pnrr, innanzitutto la riforma dell’orientamento e quella degli istituti tecnici e professionali, contribuiscono all’obiettivo, determinante per la nostra scuola e per lo sviluppo di tutto il nostro Paese”.

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