Bianchi: “Riforma della scuola? Porta male dirlo, meglio ripensamento”. E sulla guerra in Ucraina: “Rileggete l’Odissea”

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Il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, è intervenuto alla cerimonia di inaugurazione dell’aula intitolata alla memoria di Sergio Secci, lo studente morto nella strage alla stazione di Bologna del 1980.

Spazio anche all’attualità scolastica: “Ci stiamo impegnando, non voglio dire riforma della scuola perché porta male in questo Paese, ma in un ripensamento della scuola che deve permettere ai nostri ragazzi di vivere senza paura l’incertezza”.

Il ministro ha detto, riferendosi alle trasformazioni tecnologiche e generali degli ultimi anni, “nessuno saprà cosa succederà però dobbiamo permettere ai nostri ragazzi di vivere la trasformazione senza paura. Noi abbiamo dei cicli tecnologici, dei cicli storici, dei cicli politici che ormai sono molto più veloci del tempo in cui si svolge una attività educativa”.

Sulla guerra, invece, dice: “Leggere tutti i giornali del mondo, ma si rilegga anche il pezzo dell’Odissea quando lui spiega perché sono arrivati alla guerra. Come la guerra aveva bisogno di parole altisonanti per coprire interessi meschini. Lo si rilegga e si riscopra che bisogna creare persone solide”.

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