Bianchi punta sul tempo pieno ma avverte: “Vuol dire anche ripensare la scuola. Le risorse in sé non bastano, serve anche saperle investire”

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Il Ministro Bianchi vuole rinnovare la scuola ma sa che non basta avere i soldi del Recovery plan ma bisogna sapere come investirli. Come ad esempio sul tempo pieno, che non significa allungare il tempo scuola ma ripensare l’intero impianto.

Il tema non è avere tante risorse anche grazie al Pnrr ma avere una macchina organizzativa che ci consenta di investirli al meglio“. Lo ha detto il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, all’incontro online organizzato dall’Asvis, “Parita’di genere e sviluppo sostenibile”.

Il ministro si è detto poi convinto della necessità del tempo pieno, “che vuol dire anche ripensare la scuola“, e sugli asili nido, Bianchi ha evidenziato che “sta già investendo, ma qui il tema non è se i soldi sono pochi o tanti, ma di sapere spendere bene”.

Stiamo lavorando da una parte al piano di rigenerazione, dall’altra al piano della scuola digitale, un piano tutto rivolto a liberare i nostri ragazzi da molti gap in cui sono incatenati“.

Il ministro ha poi evidenziato come “cambiano e sono in movimento i rapporti all’interno delle famiglie, nelle piccole comunità locali, e per questo serve ragionare più in grande del senso stesso della vita collettiva e bisogna mettere al centro di tutto questo la scuola, un’istituzione nazionale che accompagna le persone dal primo momento, da bambini fino all’età adulta e bisogna accompagnare anche dopo con una formazione permanente, in modo da avere la capacità di un mondo molto più complesso del passato“.

Tempo pieno, sport e recovery plan: l’idea di Bianchi

La questione del tempo pieno in effetti è presente all’intento del recovery plan: l’obiettivo dell’intervento è quello di potenziare le infrastrutture per lo sport e favorire le attività sportive a cominciare dalle prime classi delle scuole primarie.

La misura nasce anche in risposta ai bisogni che le scuole richiedono, le carenze da questo punto di vista esistono nella scuola italiana: secondo i dati dell’Anagrafe nazionale dell’edilizia scolastica riportate anche sul Pnrr, il 17,1% delle sole scuole del primo ciclo non dispone di palestre o strutture sportive. Percentuale che sale al 23,4% nelle regioni del sud, c.d. “meno sviluppate” e che sale ulteriormente al 38,4% se prendiamo in considerazione anche le scuole del secondo ciclo di istruzione.

Il Ministro Bianchi vuole fare leva sullo sport per arrivare a proprio al tempo pieno, attraverso politiche legate al contrasto della dispersione scolastica principalmente nelle aree più svantaggiate del Paese.

Infatti, secondo il Piano, non si tratta solo di allungare il tempo scuola, ma di ripensare l’intera offerta formativa di una scuola aperta al territorio, anche introducendo attività per il potenziamento delle competenze trasversali delle studentesse e degli studenti soprattutto del primo ciclo di istruzione.

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