Bianchi: “Prima si viveva con l’ossessione di finire il programma, ora non più. Non solo prof, servono maestri come figure adulte di riferimento”

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“La nostra scuola quando è stata pensata dall’Unità, è stata pensata dall’alto al basso, con il famoso programma: si viveva con una ossessione, ‘siamo indietro col programma’. Oggi viviamo in una Repubblica delle autonomie: l’autonomia dell’università, sono autonomi i comuni, le regioni, le scuole: ma l’autonomia ha un problema, tutte le strade devono essere ‘cucite’. Nelle scuole siamo pieni di esperienze meravigliose che vanno unite, conosciute, cucite insieme”.

Così il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi prendendo la parola all’Università La Sapienza alla presentazione della legge sulla doppia laurea.

Il ministro ha parlato del libro “La scuola bloccata” che “andrò a contestare”, ha annunciato che il prossimo 23 maggio si pianterà in ogni giardino delle scuole un albero della legalità “come forma di esperienza e di condivisione” e si è soffermato molto sull’orientamento: “Accompagnamento vuol dire che nelle scuole devono esserci figure importanti, dobbiamo recuperare il privilegio di avere non solo professori ma anche maestri, ovvero adulti di riferimento che devono accompagnare nelle esperienze che sono fatte anche di errori”.

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