Bianchi: “Non ho paura di portare avanti la riforma dell’insegnamento. Presto arriveranno quelle sull’orientamento e gli istituti tecnici professionali”

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“Nelle parole dei ragazzi che sono intervenuti oggi abbiamo assistito al passaggio dalla vecchia alla nuova economia, un passaggio che è descritto nel libro di Adam Smith del 1776 ‘La ricchezza delle nazioni'”. 

Così il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, intervenuto all’Istituto statale di istruzione superiore ‘Giulio Natta’ di Bergamo per la presentazione del Patto fra scuole, realtà del territorio e università per la creazione di un curricolo specifico sulla chimica al servizio della sostenibilità e della green technology.

E ancora: “Si tratta di libro in cui Smith fa una serie di riflessioni di fronte alla prima rivoluzione industriale, per capire i passaggi di fase. Smith dice che l’efficienza non è figlia della specializzazione ma della specializzazione più la ricerca della complementarietà. Non è sufficiente che ognuno di noi abbia una specializzazione, bisogna che sia complementare con quella degli altri. Quella descritta oggi è la ricerca della complementarietà nel territorio”.

“La scuola è punto fondamentale nello sviluppo dei sistemi economici- produttivi perché è la base della ricerca della complementarietà – ha continuato il ministro – questa ricerca è la disponibilità di ognuno ad essere in grado di capire la specializzazione dell’altro, un punto fondamentale dell’educazione. Competenze tecniche, competenze culturali e competenze produttive funzionano solo insieme, quindi la parola chiave è integrazione affinché la scuola non sia ‘di successo’ ma di supporto per il successo di tutti”.

“Essere a scuola – ha evidenziato ancora Bianchi – vuol dire consolidarsi come persone, essere capaci di affrontare anche l’incertezza, a volte affrontare il dolore, insieme”.

“Oggi stiamo facendo le riforme del Pnrr – ha continuato il ministro – abbiamo avviato la riforma che riguarda gli insegnanti, ora ci avviamo verso la riforma dell’orientamento e delle scuole tecniche professionali. Per queste riforme io non ho paura perché ho il modello chiaro delle scuole di Bergamo. Sono scuole che hanno la coscienza e l’umiltà di sapere che non possono fare da sole ma hanno bisogno di territorio e famiglie”, ha concluso Bianchi.

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