Bianchi: “Noi pensavamo al posto fisso. I ragazzi di oggi vogliono un lavoro che soddisfi le proprie esigenze e la propria creatività”
“Stiamo vivendo una fase dove la pandemia e la stessa guerra stanno cambiando nel profondo la società. I ragazzi vogliono un lavoro che soddisfi le loro esigenze, la propria creatività. E non come noi che pensiamo al posto fisso. La scuola deve garantire la continuità”.
Lo ha detto il Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, intervenuto al convegno dell’associazione nazionale presidi “La scuola sicura. La scuola che vogliamo”.
“Questi due anni di pandemia -esordisce il Ministro – ci hanno dimostrato che la scuola è in presenza, è affettuosa. Sapete che ho insistito molto per far tornare in presenza i nostri ragazzi“.
“Sto visitando tante scuole e mi sono reso conto che sono molto belle. Noi abbiamo 40 mila edifici scolastici in Italia. Un ruolo centrale, non gerarchico, di un database su cui dobbiamo riflettere è senza dubbio una buona idea. Un sistema di governance che deve essere basato sull’autonomia scolastica“, prosegue Patrizio Bianchi.
“La sicurezza degli edifici coinvolge tutti. Stiamo mettendo 10 miliardi per gli edifici fisici e 2 miliardi per la parte telematica. Ma sono insufficienti al momento, lo sappiamo. Stiamo ragionando assieme per un territorio dove la scuola sia la casa di tutti. Stiamo lavorando per una scuola che sia inclusiva e affettuosa. Dobbiamo trovare molti più momenti di incontro in cui i nostri dirigenti raccontano le innovazioni derivate dall’autonomia“, ha aggiunto Bianchi.
“E’ importante l’enfasi sulla formazione – conclude il Ministro -. dobbiamo essere capaci essere coloro che formano ma chi si forma. Dobbiamo fare riforme nazionali di sistema. Ma dobbiamo investire sul territorio. La nostra scuola non è né un arredo urbano ma è un luogo dove si affermano i principi della repubblica. Gli edifici devono essere sicuri perchè sono contenitori di solidarietà“.