Bianchi: “Le classi pollaio? Sono solo l’1%. Stesso numero di docenti fino al 2026 malgrado una caduta demografica”

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Durante l’intervista a Rai Radio 1, il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, parla anche delle classi pollaio. Il ministro tiene a precisare un concetto già più volte ribadito. 

“Abbiamo concordato e mantenuto l’impegno di mantenere lo stesso numero totale di docenti del 2019, fino al 2026 nonostante la fortissima caduta demografica. Nel 2022/23 avremo nelle nostre classi, rispetto al 2020/21 300mila ragazzi in meno, in particolare nelle scuole dell’infanzia. Stiamo riducendo in tutta Italia il numero degli studenti per classe. Le classi sopra il numero di 27 alunni sono l’1% e il 10% di classi sono sopra i 24″.

E ancora: “Stiamo investendo sui tempi prolungati, sui tempi pieni, stiamo dando risorse per le mense e per le palestre ma questo è un altro piano”.

“Quando i ragazzi arriveranno a scuola troveranno tutti i docenti, quelli che sono già in cattedra da moltissimo tempo”, quelli che son stati assunti perché “abbiamo fatto tanti concorsi” e “abbiamo già fatto tutte le assunzioni che potevamo fare per le supplenze lunghe” ha detto ancora il ministro.

“Dal primo settembre”, oggi, verranno poi decise “le supplenze brevi che coprono le malattie e i distacchi”, ha aggiunto Bianchi sottolineando: “Noi non abbiamo lasciato soli i nostri dirigenti”.

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