Bianchi: “La scuola non è tutta ‘sgarrupata’, ci sono tante differenze. I docenti? Non sono doganieri, ma accompagnatori da una fase all’altra”

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Le parole del ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, in merito all’attualità scolastica, nel corso di una lunga intervista concessa ad Agorà, programma di approfondimento giornalistico in onda su Rai 3.

Stiamo lavorando in vista dell’ok dell’Ema al vaccino dai 12 anni, speriamo domani ci sia il via, speriamo a immunizzare tutti i nostri ragazzi, è fondamentale non solo per essere a scuola ma anche per il prima e il dopo: si devono incontrare è giusto lo facciano, la scuola è già sicura”.

Sul curriculum dello studente: “È stato chiesto ai ragazzi di esporre tutte le loro attività: classismo è quando ci si nasconde dietro all’ipocrisia: qualsiasi lavoro è dignitoso, io stesso ho lavorato molto da ragazzo. Il curriculum dello studente non è un elemento con cui valutiamo i ragazzi ma insegniamo loro a presentarsi è il modo con cui i ragazzi presentano se stessi, è il modo per poter esporre le loro attività e il loro lavoro”.

Sull’attualità scolastica: “La scuola non è tutta sgarrupata, il problema è che ci sono delle grandi differenze, ci sono molte differenze tra le varie parti del Paese. È questo che non è tollerabile, perché la scuola deve essere un’opportunità per tutti. Noi stiamo facendo delle cose importanti”.

Commentando questo difficile anno scolastico, il ministro ha detto che “ce la stiamo facendo, ci sarà un finale positivo”

“Abbiamo già dato più di un miliardo, un miliardo e 125 milioni – ha ricordato Bianchi – alle province perché facciano la messa in sicurezza, abbiamo lavorato moltissimo con le scuole per riprendere il ritmo, per riportare i ragazzi, i bambini a scuola. Stiamo lavorando con gli altri ministri per gestire i trasporti”.

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