Bianchi: “In Italia tanti professori, ma pochi maestri. Restituire ai prof la dignità di maestro”

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Il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, è intervenuto a margine della cerimonia per l’anniversario della scomparsa di Marco Biagi, assassinato dalle Brigate Rosse a Bologna nel 2002.

“La cosa che mi impressionava di Marco – racconta il ministro Bianchi – era questa capacità come giurista di confrontare le diverse situazioni e come intellettuale di cogliere le trasformazioni che c’erano nei sistemi produttivi, economici, sociali e umani. Vi era questa capacità anche di trovare un riformismo vero e come tutti i riformisti ha assaporato quanto fosse dura la solitudine del riformista”.

Spesso, osserva Bianchi, “abbiamo la tentazione di dare la colpa al Covid per la disgregazione sociale che caratterizza questi tempi. Il virus ci ha colpito, ma prima lo avevano già fatto individualismo e populismo. In questi 20 anni Marco ci è mancato, è mancato alla famiglia, è mancato al Paese, è mancata la sua capacità garbata e severa di osservare il presente e preparare il futuro. A noi tocca la responsabilità di prendere la sua bicicletta e proseguire sulla sua strada”.

Poi aggiunge: “In Italia forse abbiamo tanti professori e abbiamo pochi maestri, si tratta di restituire anche ai professori la dignità di maestro. È giunta l’ora di fare una scuola che sia più capace di dare tutte quelle competenze di vita comune che, probabilmente, noi abbiamo dato per scontato e che sono invece fondamentali”

E ancora: “Stiamo lavorando tanto su un’idea di una nuova scuola che non sia legata solo al dare nozioni, a dare informazioni. Oggi i nostri ragazzi sono travolti di informazioni, sono annegati di informazioni, li stiamo riempiendo di cose in più, di informazioni in più: forse è anche il tempo di fermarsi un attimo e tornare a pensare che la scuola non deve dare informazioni in più ma dare più competenze per vivere insieme”.

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