In Italia oltre la metà degli studenti 15enni ha difficoltà nella comprensione di un testo scritto. Bianchi: “C’è un serio problema di alfabetizzazione”

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“Il Covid ha esasperato questa situazione, ma è una cosa che ci portiamo dietro da molto tempo prima. E non solo i ragazzi: tutto il Paese ha un problema di alfabetizzazione, di diffusione di libri, di formazione permanente che è uno dei punti fondamentali per lo sviluppo di una Paese”.

Così il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi in un’intervista a La Stampa durante il Salone del Libro di Torino.

“Noi stiamo espandendo il concetto di scuola: non è più la scuola dell’obbligo, da 6 a 14 anni, abbiamo lavorato moltissimo sullo 0-6, su scuole dell’infanzia e asili nido, con una grande attenzione al tema della scuola degli adulti, che è un elemento fondante. Perché abbiamo un Paese che deve essere tutto riqualificato. Il Paese deve prendere scuola e cultura non come un’aggiunta, ma è una leva fondamentale con cui noi ci rimettiamo in pari come Paese”, ha detto.

“La scuola è lo specchio del Paese. Se vede nella scuola riflessi i problemi del Paese l’errore sarebbe pensare che questi sono problemi della scuola. Abbiamo un Paese che oggettivamente è frammentato, ci sono delle parti del Paese che, non di fronte alla crisi attuale, ma di fronte a una grande crisi degli ultimi 15 anni, hanno reagito in forma molto diversa”. 

Di fronte ai grandi cambiamenti, ha aggiunto, “abbiamo una parte del Paese che sta reagendo, che ha reagito, che un’ industria, una economia che è stata anche capace di anticipare i cambiamenti e una parte che non lo è. Questo – ha evidenziato – lo vede riflesso nella scuola dove abbiamo avuto e abbiamo un aumento importante di divaricazioni non solo tra nord e sud ma anche tra centro e periferia e anche all’interno delle stesse città”.

“C’è un lavoro di una società italiana che va ricomposta ed è chiaro che la scuola è fondamentale perchè è ormai l’unica grande struttura nazionale”, ha concluso.

L’allarme di Save The Children

“La dispersione scolastica implicita, cioè l’incapacità di un ragazzo/a di 15 anni di comprendere il significato di un testo scritto, è al 51%. Un dramma, non solo per il sistema di istruzione e per lo sviluppo economico, ma per la tenuta democratica di un paese. I più colpiti sono gli studenti delle famiglie più povere, quelle che vivono al sud e quelle con background migratorio”.

Così Claudio Tesauro, Presidente di Save the Children Italia, aprendo i lavori di “Impossibile” la quattro giorni di riflessioni e proposte sull’ Infanzia e l’Adolescenza.

Per Tesauro, in Italia esiste  “una crudele ‘ingiustizia generazionale’ perché la crisi ha colpito proprio i bambini. Non solo 1,384mila bambini in povertà assoluta (l dato più alto degli ultimi 15 anni) ma un bambino in Italia oggi ha il doppio delle probabilità di vivere in povertà assoluta rispetto ad un adulto, il triplo delle probabilità rispetto a chi ha più di 65 anni“.

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A luglio, in tutta Italia, partecipa ai nuovi “Workshop formativi: pensare da dirigente scolastico” organizzati da Eurosofia