Bianchi: “Dobbiamo ripensare il digitale come strumento per lo sviluppo” [VIDEO]

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Il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, interviene alla presentazione della Fondazione Italia Digitale: “Occorre investire su strumenti che facilitano la nostra vita – ha detto – Fondazione Italia Digitale è un momento di riflessione e di suggerimento di politiche per andare otre la pandemia”.

La svolta digitale c’è e piace agli italiani, che la considerano affidabile, sicura, da sostenere e ampliare. A dirlo è una indagine a cura della Fondazione Italia Digitale presentata oggi nell’ambito dell’iniziativa di lancio di questa realtà nuova e innovativa nel panorama italiano che si occupa di cultura e policy digitali.

La ricerca, condotta nel mese di settembre, è stata presentata da Livio Gigliuto, membro del cda della Fondazione Italia Digitale e vice presidente Istituto Piepoli.

Dall’analisi dei dati raccolti emerge una sostanziale fiducia da parte dei cittadini nei confronti della digitalizzazione, vista come un’opportunità dal 75% degli intervistati in tutte le fasce di età analizzate. Fiducia anche nel rapporto con l’informazione proveniente dal web e dai social, affidabile per il 64% del campione, e nel grado di sicurezza dei servizi digitali offerti, 80%. Tra i canali più utilizzati al primo posto restano i siti web e le app (60%) seguiti dagli sportelli fisici (25%) e dai social network, che continuano la loro scalata inarrestabile tra le modalità preferite di contatto tra PA e cittadino (21%).

Compie passi in avanti significativi anche l’identità digitale, attivata dal 55% del campione, mentre il 24% possiede sia una carta di identità elettronica che SPID. Tra i servizi digitali guadagnano la prima posizione l’acquisto online e i pagamenti digitali (75%), seguiti dai servizi della pubblica amministrazione (56%). Restando in tema di pagamenti verso la pubblica amministrazione chi predilige l’online lo fa per saldare i tributi (50%).

Ottima anche la percezione del fenomeno della digitalizzazione, vista come semplificazione (48%) e dello smart working che viene sentito come un’opportunità per rendere l’organizzazione del lavoro più flessibile e moderna (73%) e come mezzo per favorire l’integrazione delle categorie più fragili (84%). A tal proposito e per mettere a sistema tutto quello che è stato fatto finora per il 90% degli italiani è necessario un ampio piano nazionale di cultura digitale, la cui caratteristica predominante deve essere la facilità e semplicità (35%).

“È arrivato il momento di rendere popolare il digitale nel nostro Paese – spiega Francesco Di Costanzo, presidente della Fondazione Italia Digitale – la pandemia ha acceso un riflettore enorme, è cresciuta la consapevolezza di cittadini, istituzioni, imprese, ora serve un salto di qualità per rendere strutturale il cambiamento. Come dimostra l’indagine presentata oggi c’è voglia di accelerare e una richiesta sempre più forte di digitale degli italiani, a questo sentimento dobbiamo rispondere con un grande piano culturale, un investimento convinto sulle competenze e sui servizi, una risposta precisa di policy eque e all’altezza della rivoluzione in corso. Per questo è nata la Fondazione Italia Digitale, lavoreremo con pubblico e privato, su divulgazione, ampliamento del dibattito, proposte, per non perdere e sfruttare al meglio la straordinaria occasione che abbiamo con il PNRR e i piani di rilancio del Paese”.

“Il ruolo salvifico del digitale durante la pandemia sembra aver sconfitto la diffidenza degli italiani – commenta Livio Gigliuto, membro del cda della Fondazione Italia Digitale – a considerare maggiori le opportunità rispetto ai rischi è ormai la quasi totalità della popolazione. Non solo acquisti online e videochiamate, gli italiani affidano al digitale atti delicati come certificati e tributi. Promosso a larga maggioranza lo smart working, ora gli italiani chiedono un grande piano di cultura digitale che parta da due obiettivi: semplicità di utilizzo e sicurezza”.

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