Bianchi: “Dalla crisi si esce innovando, c’è bisogno di una scuola che permette ai ragazzi di capire il mondo di oggi”

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“Si esce dalla crisi innovando e l’innovazione è la più antica del mondo: tornare a parlare delle persone e tornare a parlare con le persone”.

Così il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi in un messaggio di saluto alla lezione aperta organizzata da Indire, con la partecipazione dello scrittore Alessandro Baricco.

“Mi sono domandato tante volte se nell’epoca di Internet c’è ancora bisogno di scuola, siamo travolti dalle informazioni. C’è più bisogno di prima di scuola – ha sottolineato – di una scuola che permetta ai nostri ragazzi di essere loro a dominare lo strumento e non a esserne dominati. Comprendere una realtà complessa come quella che stiamo vivendo”.

Poi aggiunge: “Dopo avere considerato la scuola poco più che un arredo urbano la pandemia ci ha messo con le spalle al muro, stiamo riscoprendo che non è solo il pilastro delle nostre comunità ma anche luogo che deve ricostruire le nostre comunità. Per questo bisogna avere l’orgoglio della sfida che abbiamo davanti, in questo non siamo soli, c’è gente straordinaria che ci aiuta”.

“Si dice torniamo alla normalità, ma attenzione, non a quella di prima che lasciava indietro un ragazzo su tre – ha sottolineato il ministro – costruiamo una nuova normalità dove ci deve essere posto per tutti, non possiamo abbandonare nessuno”.

Il ministro ha poi salutato i partecipanti per partecipare al Consiglio dei ministri “per l’apertura dell’anno scolastico, siamo tutti lì a riscoprire il nostro ruolo per il Paese”, ha detto congedandosi.

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